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Farrakhan accusa gli ebrei di aver danneggiato i neri
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Artamano
2010-07-09 19:30:42 UTC
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giovedì 8 luglio 2010
Farrakhan accusa gli ebrei di aver danneggiato i neri
IN UNA LETTERA, FARRAKHAN ACCUSA GLI EBREI DI AVER DANNEGGIATO I NERI[1]

30.06.2010

(JTA[2]) - In una lettera indirizzata alle organizzazioni ebraiche
americane, il Ministro [del culto] Louis Farrakhan ha accusato gli ebrei di
aver danneggiato i neri e ha chiesto un dialogo per "riparare" il danno.

Il leader della Nation of Islam ha inviato la lettera, come pure due copie
del volume "The Secret Relationships Between Blacks and Jews"[3], scritto
dal gruppo di ricerca storica della Nation of Islam, che a suo dire prova
"gli innegabili precedenti, da parte degli ebrei, di comportamenti ostili ai
neri", ha riferito martedì l'Associated Press.

"Potremmo accusarvi di essere il più ingannevole dei cosiddetti "amici", ma
la vostra storia con noi mostra che siete stati il nostro peggiore nemico",
ha - a quanto è stato riferito - scritto nella lettera, datata 24 Giugno. In
passato, Farrakhan aveva definito il giudaismo una "religione malavitosa".

La lettera è stata inviata a diverse organizzazioni ebraiche, incluse
l'Anti-Defamation
League, l'American Israel Public Affairs Committee [AIPAC], l'American
Jewish Committee, e ai movimenti ortodosso e riformato, secondo l'AP.

Farrakhan ha chiesto un dialogo con le organizzazioni ebraiche e i loro
sostenitori.

"Questa è un'offerta per chiedere a voi e ai gentili su cui avete influenza
di aiutarmi a riparare il danno inferto al mio popolo dai vostri antenati",
ha scritto nella lettera.

Abraham Foxman, direttore nazionale dell'ADL, ha ricevuto copia della
lettera e i libri.

"Mai, da più di 20 anni che seguiamo il Ministro Louis Farrakhan, lo abbiamo
visto così ossessivamente dedito a questa crociata di odio contro gli
ebrei",
ha detto Foxman. "Il suo antisemitismo è ossessivo, diabolico e senza
ritegno. Ha aperto un nuovo capitolo del suo ministero, in cui usare gli
ebrei come capro espiatorio non fa parte del messaggio ma è il messaggio".

"Un dialogo non può iniziare con accuse fanatiche. La richiesta di dialogo
con gli ebrei, da parte di Farrakhan, è così scandalosa e cinica che nessuno
può prenderla sul serio".

In un comunicato, l'ADL ha fatto notare che Farrakhan, in un discorso ai
suoi seguaci di Atlanta il 26 Giugno, ha annunciato di aver inviato il libro
ai media e a membri dell'amministrazione Obama.

Ha anche continuato a parlare male degli ebrei.

"Oggi il popolo ebraico ha sviluppato una nuova strategia", ha detto
Farrakhan, secondo quanto riferito dal comunicato dell'ADL. "Si sono sempre
legati ai neri. Si attaccano al nostro talento. Loro sono i manager, gli
agenti e i contabili, ed ecco perché i nostri artisti neri hanno amato il
successo e lo hanno avuto, ma sono morti poveri perché qualcun altro si è
preso il loro denaro".

"Nessun uomo nero o donna nera diventa multimiliardario senza amicizie nella
comunità ebraica".

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile
all'indirizzo:
http://www.jta.org/news/article/2010/06/30/2739839/in-letter-farrakhan-accuses-jews-of-hurting-blacks
[2] Jewish Telegraphic Agency.
[3] Le relazioni segrete tra i neri e gli ebrei, disponibile in versione
francese all'indirizzo:
http://www.aaargh.codoh.com/fran/livres10/Relasec.pdf
Pubblicato da Andrea Carancini a 00.58 1 commenti





http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=14403:chi-porto-gli-schiavi-in-america&catid=19&Itemid=148
La storia degli schiavi d'America inizia con Cristoforo Colombo. Il suo
viaggio verso le Americhe non fu finanziato dalla Regina Isabella, ma da
Luis de Santangelo, che gli anticipò la somma di 17.000 Ducati (circa 5.000
sterline dell'epoca e circa 50.000 sterline di oggi) per finanziare il
viaggio, che iniziò il 3 Agosto 1492.

Colombo era accompagnato da cinque «marrani» (ebrei che avevano ripudiato la
loro religione per diventare apparentemente cattolici), Luis de Torres
(interprete), Marco (il chirurgo), Bemal (il medico), Alonzo de la Calle e
Gabriel Sanchez (da: The International Jew (l'ebreo internazionale) di Henry
Ford).

Gabriel Sanchez, spalleggiato dagli altri quattro ebrei, paventò a Colombo l'idea
di catturare 500 indigeni e venderli come schiavi a Siviglia (Spagna), cosa
che avvenne.

Colombo non ricevette niente del denaro derivante dalla vendita degli
schiavi ma divenne vittima di un complotto orchestrato da Bemal, il medico
della nave. Il premio di Colombo fu patire ingiustizia e galera, tradito dai
cinque marrani (ebrei) ai quali aveva dato fiducia e aiuto. Questo fu
ironicamente l'inizio della schiavitù nelle Americhe (da: Adventures of an
African Slaver (avventure di un negriero africano) di Malcolm Cowley, 1928,
pag.11)

Gli ebrei furono espulsi dalla Spagna il 2 Agosto 1492 e dal Portogallo nel
1497. Molti di questi ebrei emigrarono in Olanda dove fondarono la Compagnia
Olandese delle Indie Occidentali per sfruttare il nuovo mondo.

Nel 1654, Jacob Barsimson fu il primo ebreo ad emigrare dall'Olanda verso
New Amsterdam (New York) e nel decennio successivo molti altri lo seguirono,
installandosi luna la costa orientale, principalmente a New Amsterdam e
Newport nel Rhode Island.

Ordinanze del Governatore Peter Stuyvesant proibivano loro di eseguire
attività nell'economia locale, così scoprirono presto che il territorio
abitato dagli indiani sarebbe stata una terra fertile. Non vi erano leggi
che proibivano agli ebrei di commerciare con gli indiani.

Il primo ebreo che iniziò a commerciare con gli indiani fu Hayman Levy che
importava perline di vetro di basso valore, tessili, orecchini, bracciali e
altri ornamenti di basso costo dall'Olanda e che venivano scambiati per
pellicce di valore. Hayman Levy venne presto raggiunto dagli ebrei Nicholas
Lowe e Joseph Simon.

Lowe concepì l'idea di vendere rum e whiskey agli indiani e creò una
distilleria a Newport dove venivano prodotti entrambi i liquori. Nel giro di
poco tempo vi erano 22 distillerie a Newport, tutte di proprietà di ebrei,
che producevano e vendevano «acqua di fuoco». La vicenda della corruzione
degli indiani ed i relativi massacri da parte dei primi coloni, è una
drammatica storia nella storia.

E' essenziale capire il porto marittimo di Newport. E' importante per
individuare il coinvolgimento ebraico nel commercio degli schiavi. Ci fu un
periodo dove esso era comunemente denominato come « La Newport ebraica -
centro mondiale del commercio di schiavi». In tutto, a quell'epoca, vi erano
in Nord America sei comunità ebraiche: Newport, Charleston, New York,
Philadelphia, Richmond e Savannah.

C'erano anche molti altri ebrei sparsi sull'intera costa orientale, sebbene
New York era al primo posto come coloni ebrei e Newport il secondo.

New York era anche il luogo di principale provenienza di carne Kasher che
riforniva gli insediamenti americani, le Indie Occidentali ed anche il Sud
America.

Newport divenne poi il principale e divenne anche il grande porto
commerciale della costa orientale del Nord America. Vi si incontravano navi
provenienti da altri porti per lo scambio delle merci. Come già detto prima,
Newport rappresentava il luogo più importante per il commercio di rum,
whiskey e liquori. E per concludere, divenne il principale centro di
traffico di schiavi. Era da questo porto che le navi salpavano e
attraversavano l'oceano per andare a raccogliere il loro carico umano nero e
guadagnarne parecchio denaro dalla loro vendita.

Un autentico ed autorevole rapporto contemporaneo afferma che di 128 navi
negriere, che ad esempio scaricarono a Charleston nel giro di un anno, il
loro carico su 120 di queste era firmato da ebrei di Newport e Charleston
col loro proprio nome. Per quanto riguarda le restanti navi, sebbene
entrarono nei porti di Boston, Norfolk e Baltimora, si può presumere che i
veri proprietari fossero gli stessi trafficanti ebrei di schiavi di Newport
e Charleston.

Si può essere in grado di determinare l'entità dell'intero traffico ebraico
di Newport se si considera il coinvolgimento di un ebreo, il portoghese
Aaron Lopez che riveste un ruolo importante in tutta la storia degli ebrei
e della schiavitù.

Per quanto riguarda l'intero commercio nelle Colonie e nel successivo stato
del Rhode Island (che includeva Newport), polizze di carico, concessioni,
ricevute e sdoganamenti portuali portavano la firma dell'ebreo Aaron Lopez.
Tutto ciò avvenne fra il 1726 ed il 1774. Egli aveva pertanto sotto il suo
personale controllo più del 50% di tutti i commerci per oltre 50 anni. A
parte questo, egli era proprietario anche di altre navi ma che salpavano
sotto altri nomi.

Aaron Lopez e la sua famiglia arrivarono a Newport da New York e
proveniente da Lisbona (Portogallo). Lopez arrivò nel nuovo mondo come
membro di una famiglia di «Marrani» col nome cattolico di «Don Duarte
Lopez». Lopez cambiò immediatamente il nome cattolico con quello ebraico di
Aaron e si sottopose alla circoncisione rituale. Nel giro di 20 anni Lopez
possedeva o aveva interessi in oltre 80 bastimenti navali. Lopez fu anche
uno dei primi fondatori e contribuenti della Sinagoga di Touro e alla fine
della sua vita fu riconosciuto come uno dei «Principi del Commercio» dell'America
degli albori. I suoi interessi commerciali includevano rum, melassa, merci
secche e schiavi africani.

Nel 1749 fu fondata la prima Loggia Massonica. 90% dei membri di questa
prima loggia, quattordici, erano ebrei e si sa che venivano accettate solo
persone cosiddette «in vista». Venti anni dopo fu fondata la seconda Loggia
«King David» ed è un fatto che tutti i suoi membri fossero ebrei.

Nel frattempo l'influenza ebraica a Newport raggiunse proporzioni tali che
il Presidente George Washington decise di far loro visita. Al suo arrivo,
entrambe le logge massoniche inviarono un loro emissario, un ebreo di nome
Moses Seixas, per rivolgersi il Presidente con una petizione nella quale gli
ebrei di Newport dichiaravano:

«Se permette i figli di Abramo si rivolgono a lei con una richiesta e dirle
che la onoriamo e sentiamo un alleanza. Fino ad ora i preziosi diritti di un
libero cittadino sono stati mantenuti. Tuttavia ora vediamo insediarsi un
nuovo governo basato sulla sovranità del popolo, un governo che non approva
alcun fanatismo e nemmeno la persecuzione degli ebrei ma piuttosto che
conceda la libertà di pensiero che chiunque condivide, indipendentemente
dalla nazionalità o dalla lingua, come parte della grande macchina di
governo».

Le famiglie di Moses Levy e di Moses Seixas vivevano entrambe in un ampia
villa coloniale di Newport al N° 29 di Touro Street. Seixas era un membro
fondatore della più antica loggia massonica ebraica del paese (King David a
Newport) e Gran Maestro dell'Ordine Massonico del Rhode Island. Seixas era
noto come il cassiere della Bank of Rhode Island.

Presidente della Sinagoga di Touro al tempo della visita di George
Washington e della lettera alla congregazione, Seixas formò anche la
Convenzione della Circoncisione (B'rith Milah). Il mercante e uomo d'affari
in vista Moses Levy di New York e Newport apparteneva ad una delle tante
famiglie ebraiche ashkenazite di Newport a quell'epoca.

Levy possedeva la villa in Touro Street e ne cedette la proprietà a Moses
Seixas nel 1792.

A questo punto è necessario considerare le rivelazioni su chi in realtà
ottenne questa leggendaria libertà in America in occasione della fondazione
dell'Unione. La cosa certa è che la provincia divenne indipendente e si
separò dalla giurisdizione inglese. Comunque, dalla petizione che Moses
Seixas presentò al Presidente Washington a nome degli ebrei di Newport
possiamo vedere che in realtà non era questo tipo di libertà che essi
avevano in mente. Essi erano più preoccupati per se stessi e per i «loro
propri diritti civili» che erano stati negati. Pertanto, in seguito alla
guerra rivoluzionaria, agli ebrei furono accordati eguali diritti e liberati
da ogni restrizione. E i neri?

Nonostante la guerra rimasero schiavi! Nell'anno 1750 un sesto della
popolazione di New York era negroide e nelle zone meridionali del paese essi
superarono di numero gli altri ma la proclamazione della libertà non li
toccò. Più avanti ne riparleremo.

Il testo della petizione:

«Sir: consenta ai figli della progenie di Abramo di accoglierla con il più
cordiale affetto e stima per la vostra persona e per i suoi meriti e di
unirci ai nostri concittadini nel darle il benvenuto a Newport. Privati come
lo siamo stati finora degli inestimabili diritti di liberi cittadini,
deteniamo finalmente, con un profondo senso di gratitudine al Grande
Onnipotente, un governo eletto dalla sovranità del popolo, un governo che
non da spazio al fanatismo e nessun aiuto alla persecuzione ma che
generosamente consente a tutti la libertà di coscienza e immunità di
cittadini ritenendo chiunque proveniente da qualsiasi nazione e lingua di
essere parte della grande macchina governativa.

Questa così ampia ed estesa Unione Federale la cui base è la filantropia,
fiducia reciproca e virtù pubblica, non possiamo che riconoscerla come
essere il lavoro del grande Dio che governa gli eserciti del cielo e fra gli
abitanti della terra, facendo ciò che gli sembra buono.

Per tutte le benedizioni della libertà civile e religiosa di cui usufruiamo
sotto un amministrazione egualitaria e benevola, desideriamo inviare i
nostri ringraziamenti all'Antico dei Giorni al Preservatore degli uomini,
implorandolo che gli angeli che hanno guidato i nostri antenati attraverso
le terre selvagge nella terra promessa, possano compassionevolmente
accompagnarvi attraverso le difficoltà e i pericoli di questa vita mortale e
quando come, Joshua, pieno di giorni e di onori, andrà ad unirsi ai suoi
padri, possiate voi essere ammesso in paradiso a condividere l'acqua della
vita e l'albero dell'immortalità.

Fatto e firmato su ordine della Congreazione Ebraica di Newport,
Rhode Island, 17 Agosto 1790
Moses Seixas, Warden»

Esaminiamo attentamente da vicino questo fosco lavoro che diede agli ebrei
influenza e potere, cosi da poter comprendere il commercio degli schiavi;
visto che è stato scritto tanto da allora da zelanti scrittore ebrei, che al
momento, lungi dall'essere rimosso, potrebbe sembrare naturale considerato
che l'elemento tempo ha la tendenza a rendere le cose nebulose. Seguiamo il
viaggio di una nave, di proprietà di un mercante di schiavi, Aaron Lopez,
che fece diversi viaggi verso la costa africana.

Ad esempio, nel mese di Maggio del 1752, la nave «Abigail» era equipaggiata
con circa 9.000 galloni di rum (circa 34.000 litri), una gran quantità di
ceppi e catene di ferro per mani e piedi, pistole, polvere da sparo,
sciabole ed un sacco di chincaglierie senza valore e sotto il comando del
ebreo Capitano Freedman, salpò per l'Africa.

L'equipaggio era composto soltanto da due secondi e sei marinai. Tre mesi e
mezzo dopo approdarono sulla costa africana. Nel frattempo era stata
allestita un Agenzia Africana, da parte dei mercanti ebrei di schiavi, che
li aveva raccolti e preparati per la vendita. Questa organizzazione ben
sviluppata in Africa, aveva molte ramificazioni, inclusi i capi dei gruppi,
dei villaggi ecc. Questo metodo per accaparrarsi i servizi dei capi-tribù
nel commercio ebraico di schiavi era simile a quello che gli ebrei avevano
usato con gli indiani.

All'inizio si presentavano loro con del rum e presto cadevano in un delirio
alcolico. Quando la polvere d'oro e le forniture di avorio si esaurirono
furono costretti a vendere i loro famigliari, le mogli e poi le loro proli.
Dopodichè iniziarono guerre tribali fra di loro, orchestrate e gestite per
lo più dagli ebrei e se venivano catturati dei prigionieri, questi venivano
scambiati in cambio di rum, munizioni e armi che a loro volta venivano usati
in campagne per catturare altri neri.

I neri catturati venivano legati due a due e condotti dalle selvagge foreste
verso la costa. Queste marce forzate richiedevano settimane e molti di loro
si ammalavano e cedevano dalla stanchezza. Molti erano incapaci di rialzarsi
nonostante l'uso della frusta per indurli a rimettersi in piedi. Venivano
lasciati a morire o a essere divorati dalle belve feroci. Non era insolito
vedere le ossa dei morti biancheggiare al sole tropicale, un triste e
crudele monito per coloro che avrebbero in seguito percorso lo stesso
sentiero.

E' stato calcolato che i neri che riuscivano a superare queste durezze,
considerando che c'era ancora il viaggio attraverso l'oceano, prima che
raggiungessero il suolo americano, nove su dieci morivano! E se consideriamo
che vi era un esodo di UN MILIONE di schiavi neri all'anno, allora, e solo
allora, possiamo valutare che cosa rappresentasse l'esodo del popolo
africano.

Al momento l'Africa è poco popolata, non tanto a causa del milione di
persone letteralmente strappate alle loro capanne, ma per via dei cinque a
nove milioni che non raggiunsero mai la loro destinazione. Una volta
raggiunta la costa, gli schiavi neri venivano raggruppati insieme e
incatenati per tenerli fino all'arrivo della nave successiva.

Gli agenti, molti dei quali ebrei, che rappresentavano il Capo, iniziarono a
trattare col capitano. Ogni nero veniva personalmente presentato a questi.
Ma i capitani avevano imparato ad essere sospettosi. Il nero doveva muovere
le dita, le braccia, le gambe e l'intero corpo per assicurare che non avesse
fratture. Perfino i denti venivano esaminati. Se mancava un dente il prezzo
scendeva. Molti agenti ebrei sapevano come curare i neri ammalati usando
medicine per poi venderli come sani. Ogni nero veniva valutato circa 100
galloni di rum (circa 380 litri), 100 libre di polvere di sparo (circa 45
kili) oppure in contanti fra i 18 e i 20 dollari. Le annotazioni di un
capitano ci informano che il 5 Settembre 1763 un nero venne a costare 200
galloni di rum (circa 760 litri) a causa delle varie offerte da parte degli
agenti che fecero rialzare il prezzo.

Donne al di sotto dei 25 anni, gravide o meno, avevano lo stesso metro di
misura se erano belle e piacenti. Tutte quelle sopra i 25 anni perdevano il
25% del valore.

Va peraltro detto che quei neri che venivano acquistati sulla costa africana
per un prezzo che andava dai 20 ai 40 Dollari, venivano poi rivenduti dagli
stessi mercanti di schiavi per 2.000 Dollari. Questo da un idea di come gli
ebrei abbiano potuto ammassare così tante ricchezze.

Tramite il baratto, il Capitano Freedman pagava il conto sia con merce che
in contanti. Egli ricordò anche alcuni consigli che gli diedero i suoi capi
ebrei prima di partire da Newport per l'Africa: « versa nel rum quanta più
acqua tu possa». In questo modo i capi tribù neri venivano imbrogliati due
volte dagli ebrei di Newport!

Il passo successivo era quello di tosare i capelli dei neri catturati.
Dopodichè venivano legati e marcati a fuoco, sia sulla schiena che su un
fianco in modo da identificarli coi loro padroni. Ora lo schiavo nero era di
proprietà dell'acquirente ebreo. Se scappava veniva identificato. In base
alla procedura c'era una celebrazione d'addio. Ad esempio c'erano intere
famiglie che venivano portate dall'interno sulla costa e poi separate dal
compratore, il padre andava su una nave, i figli e le figlie su un'altra.
Queste celebrazioni «d'addio» erano solitamente piene di commozione,
lacrime, drammi e tristezza. Il giorno seguente iniziava il trasporto dalla
terraferma alla nave.

Si trasportavano da 4 a 6 neri alla volta su una barca a remi verso la nave.
Ovviamente i mercanti di schiavi sapevano di quanto i neri amassero la loro
terra più di qualsiasi altra cosa e non si poteva fare altro che
costringerli ad abbandonarla. Così, alcuni neri si tuffavano in acqua. Ma i
guardiani erano preparati con cani feroci e ripescavano i fuggitivi. Altri
neri preferirono annegare. Chi risaliva a bordo ancora vivo, veniva
spogliato. Si presentava allora un'altra possibilità per saltare fuori bordo
e raggiungere la terraferma e la libertà. Ma i mercanti di schiavi erano
duri e senza pietà, erano più interessati a fare arrivare in America il loro
carico nero col minor numero di perdite possibile. Perciò, ad un fuggitivo
ripreso venivano tagliate entrambe le gambe davanti agli occhi degli altri
neri in modo da restaurare «l'ordine».

A bordo della nave i neri venivano divisi in tre gruppi. Gli uomini venivano
sistemati in una parte della nave. Le donne in un altro, in modo che il
voglioso Capitano potesse accedere alle più giovani e alle più avvenenti. I
bambini rimanevano sul ponte, coperti da uno straccio durante il cattivo
tempo. In questo modo la nave negriera procedeva nel suo viaggio verso l'America.
In genere le navi erano troppo piccole e non tutte idonee a trasportare
persone. Erano equipaggiate a malapena per trasportare animali ai quali i
neri venivano equiparati. In uno spazio alto un metro, queste sfortunate
creature venivano sistemate in posizione orizzontale e pigiati insieme. Per
lo più erano incatenati fra di loro. In questa posizione dovevano rimanere
per tre mesi, fino alla fine del viaggio, Raramente vi era un capitano che
simpatizzasse con loro o mostrasse un minimo di pietà per queste povere
creature. Di tanto in tanto venivano portati a gruppi sul ponte per
respirare aria fresca, sempre incatenati.

In qualche modo questi neri erano sacrificabili e soffrirono molto. Talvolta
uno impazziva uccidendo l'altro che gli stava appiccicato. Venivano loro
tagliate le unghie in modo che non si graffiassero e si lacerassero fra di
loro.

Le lotte più orribili avvenivano fra uomini per acquisire un centimetro o
due di spazio più comodo. Era allora che il guardiano degli schiavi arrivava
con la frusta. E' impossibile descrivere l'orrore inimmaginabile degli
escrementi umani nei quali vivevano queste persone durante il loro viaggio.

Nei locali delle donne prevalevano le stesse condizioni. Esse davano alla
luce i bambini restando coricate appiccicate una all'altra. Le nere più
giovani venivano costantemente violentate dal capitano e dall'equipaggio
dando inizio ad un nuovo tipo di mulatti non appena arrivavano in America.

In Virginia, o in qualsiasi altra città portuale meridionale, gli schiavi
venivano trasferiti sulla terra e venduti immediatamente. Aveva luogo una
regolare asta, seguendo il metodo di acquisto in Africa. Chi offriva di più
otteneva «la merce». In molti casi, a causa dell'indescrivibile mancanza di
igiene, c'erano neri che si ammalavano durante il viaggio dall'Africa all'America.
Diventavano inutilizzabili. In tal caso il capitano accettava qualsiasi
prezzo. Era raro affidarli a qualcuno perché nessuno voleva comprare un nero
ammalato, così non c'è da sorprendersi quando un medico ebreo senza etica
intuiva una nuova forma di guadagno, acquistando il nero malato per una
cifra bassa, lo curava e poi lo vendeva per una cifra importante. A volte il
capitano veniva lasciato con alcuni neri per quali non trovava un
acquirente. In quel caso ritornava a Newport e li vendeva agli ebrei per
lavori domestici poco pagati. In altri casi il proprietario ebraico delle
navi se ne impadroniva lui stesso. E' questo il motivo per il quale nella
città di Newport e nei suoi sobborghi vi erano 4.697 schiavi neri nel 1756.

La schiavitù non si estese al Nord. Inoltre, in molte colonie nordamericane,
la schiavitù era strettamente proibita. La Georgia venne messa in
discussione, probabilmente anche Filadelfia. E ancora una volta furono gli
ebrei a trovare un sotterfugio che aveva dato loro la libertà a seguito
della guerra rivoluzionaria e che ora stavano elaborando per rendere legale
il commercio degli schiavi.

Bastava soltanto leggere i nomi di quelle persone a Filadelfia che
richiedevano la eliminazione delle leggi esistenti sul commercio degli
schiavi. Essi erano gli ebrei: Sandiford, Lay, Woolman, Solomon e Benezet.

Questo spiegava tutto! Ma ritorniamo alla nave degli schiavi «Abigail». Il
suo capitano, e lo leggiamo dal suo diario di bordo, fece notevoli guadagni.
Vendette tutti i suoi neri in Virginia, investì del denaro in tabacco, riso,
zucchero e cotone e ritornò a Newport dove immagazzinava le sue merci.

Apprendiamo dal diario del Capitano Freedman che la «Abigail» era una
piccola nave e poteva ospitare solo 56 persone. Riuscì tuttavia a guadagnare
in un solo viaggio 6.621 Dollari che consegnò al proprietario della nave:
tale Aaron Lopez

Le sorprendenti somme di denaro acquisite dai proprietari ebrei delle navi e
dai trafficanti di schiavi vengono meglio illustrate quando mettiamo in
evidenza i molti anni durante i quali questi acquisti e vendite di carne
umana furono praticati.

Prima del 1661 tutte le colonie avevano leggi che proibivano la schiavitù.
Fu proprio in quell'anno che gli ebrei divennero abbastanza potenti da
determinare l'abrogazione di queste leggi e così la schiavitù iniziò in modo
serio.

Gli ebrei avevano capito che i coloni avevano bisogno di ulteriore mano d'opera
per fare i lavori di bonifica dei campi, per la costruzione di case ed in
generale per effettuare i raccolti. Ciò era particolarmente vero negli stati
del Sud ai quali ci riferivamo prima. I sudisti avevano ampie zone di suolo
fertile adatto al riso, cotone, tabacco e canna da zucchero. All'inizio
venivano reclutati gente povera di origine europea. Le porte delle prigioni
inglesi furono aperte e prigionieri di guerra dall'Inghilterra e dall'Olanda
furono portati nelle colonie, fatti lavorare finché avevano ripagato il
costo del loro trasporto via nave e poi lasciati liberi.

Non ci volle molto per un ebreo scoprire ciò che stavano facendo i suoi
fratelli, così un gruppo di ebrei si installò a Charleston (Carolina del
Sud) dove impiantarono distillerie per fare rum e whiskey. Anche loro
impararono che potevano trattare con i nativi della costa occidentale dell'Africa
in cambio di avorio, così diverse navi furono acquistate ed inviate in
Africa, commerciando le solite perline di vetro e chincaglieria senza valore
in cambio di avorio il quale, tuttavia, richiedeva poco spazio a bordo della
nave. Capitò che questi mercanti ebrei riuscirono a rifornire le piantagioni
del Sud con «avorio nero» (cioè schiavi neri), richiesto in condizioni
paludose e malariche che la mano d'opera europea non tollerava senza
ammalarsi e che avrebbe riempito gli spazi vuoti della nave, portando loro
enormi profitti.

Questo stesse persone cercarono in partenza di vendere gli indiani come
schiavi ma li trovarono completamente inidonei in quanto gli indiani non
tollerano questo tipo di lavoro. Così un altro segmento del commercio di
schiavi era diventato attivo e remunerativo lontano da Charleston nella
Carolina del Sud. Diversi carichi di schiavi neri furono inviati dalla
Compagnia delle Indie Occidentali a Manhattan.

A quell'epoca vi era un certo numero di proprietari di piantagioni
stabilitisi nelle Indie Occidentali e due ebrei, Eyrger e SayUer, con forti
legami con i Rotschild in Spagna, fondarono un agenzia chiamata ASIENTO che
più tardi operò in Olanda e in Inghilterra. Fu tramite questi contatti che
gli ebrei in Olanda e in Inghilterra esercitavano la loro influenza e questi
stessi contatti aiutarono gli ebrei a rifornirsi di schiavi neri per i
coloni.

Con la cattura ed il trasporto annuale di un milione di schiavi neri non è
difficile immaginare che tra il 1661 ed il 1774 (centotredici anni) circa
110 milioni di schiavi sono stati sradicati dalla loro terra natia, ma solo
il 10%, cioè circa 11 milioni di schiavi neri, raggiunsero vivi le colonie.

Abbiamo parlato della piccola nave «Abigail» che poteva ospitare solo 56
persone sebbene i profitti su ogni viaggio erano enormi con poco o niente
investimento. Vi erano molte altre navi ma qui ci concentreremo solo su
alcune, come «La Fortuna», «Hannah», «Sally» o «Venue» che anch'esse fecero
grossi guadagni.

«La Fortuna» poteva trasportare ad ogni viaggio 217 persone. Il proprietario
ad ogni viaggio guadagnava non meno di 41.438 Dollari. Questi erano dollari
che i trafficanti di schiavi «potevano tenere» e questi dollari avrebbero in
seguito fruttato molto di più.

Se consideriamo che gli ebrei di Newport possedevano circa 300 navi
negriere, attive senza interruzioni, facenti scalo a Newport, Charleston (o
in Virginia) possiamo solo immaginare quale poteva essere l'enorme guadagno
per i proprietari ebrei delle navi. Infatti gli ebrei stessi ammettono che
di 600 navi, che salpavano dal porto di Newport per andare in tutto il
mondo, «almeno la metà di esse» andavano in Africa e noi sappiamo bene che
cosa andassero a cercare in Africa queste navi.

Il fatto che Aaron Lopez avesse il controllo di oltre la metà di tutti i
traffici commerciali nelle colonia del Rhode Island, a Newport, è cosa nota.
Il noto rabbino Morris A. Gutstein, nel suo libro «La Storia degli Ebrei a
Newport», tenta di rimuovere questi fatti, sostenendo che non ci sono prove
che gli ebrei fossero collegati al traffico di schiavi. E' quindi cosa
imperativa dimostrare che gli ebrei erano invece collegati con tale
traffico, specialmente dal momento che questo rabbino insiste sul grande
contributo da loro dato e su come la città di Newport divenne un luogo
«benedetto» grazie alla loro presenza.

Morris A. Gutstein ci consentirà sicuramente di presentare i fatti che egli
non poté ritrovare.

Riferendoci ad una relazione della Camera di Commercio della Colonia del
Rhode Island dell'anno 1764, troviamo, ad esempio, che nell'anno 1723
«alcuni mercanti di Newport» concepirono l'idea di inviare il loro rum,
prodotto a Newport, verso la costa africana. Si sviluppò una tale
esportazione che in pochi anni «diverse migliaia di botti» di rum se ne
andavano verso quella destinazione. A quale scopo serviva questo rum?

Il Carnegie Institute di Washington, D.C., mostra e rende pubblici documenti
originali dal titolo «Documenti Illustrativi della Storia del Commercio
degli Schiavi in America».

Desideriamo esporre alcuni fatti di questa particolare collezione di
documenti originali e vagliarli da vicino e non per provare che il
menzionato rabbino Morris A. Gutstein era in errore.

In questa collezione del primo istituto americano della conoscenza, noi
valutiamo il tema «Rhode Island» che contribuì alla maggior parte di
documentazione pubblica riguardante il traffico degli schiavi.

Qui troviamo documentati i contenuti delle numerose lettere di navigazione,
lettere inviate ai mercanti di schiavi e corrispondenza inviata ai capitani
delle navi il cui 15% ebrei erano ebrei che vivevano a Newport.

Tra questi troviamo ad esempio l'ebreo Isaac Elizar. Egli scrisse una
lettera al Capitano Christopher Champlin il 6 Febbraio 1763 dicendo che
voleva essere un agente per un carico di schiavi. Poi segue l'ebreo Abraham
Pereira Mendez e uno dei principali trafficanti di schiavi Jacob Rod Rivera,
il suocero di Aaron Lopez. Poi c'è lo stesso Aaron Lopez e moltissimi altri
ebrei.

Sebbene abbiamo citato varie volte Aaron Lopez, la mole di questa
documentazione ci limita e non possiamo descrivere tutti coloro che hanno
scritto in merito al commercio degli schiavi, i loro nomi e le date, ma
piuttosto desideriamo studiare la documentazione dello stesso «Carnegie
Institute» tenendo sempre presente Aaron Lopez. Vogliamo vedere qual'era l'obiettivo
principale di questo ebreo e di che cosa si occupava. Questo è dovuto al
fatto che il Rabbino Morris A. Gutstein lo descrive come un «nobile e fine
cittadino di Newport» , molto generoso e che contributi notevolmente al
benessere.

In un vasto numero di scritti pubblicati originali nel Carnegie Institute,
rileviamo che Aaron Lopez commerciava tantissimo in rum con la costa
africana in cambio di schiavi.

I fatti irrefutabili sono i seguenti:

- 22 Giugno 1764, una lettera del Capitano William Stead ad Aaron Lopez
- 22 Luglio 1765, una lettera di Aaron Lopez al Capitano Nathaniel Briggs
- 22 Luglio 1765, una lettera al Capitano Abraham All
- 4 Febbraio 1766, una lettera al Capitano William Stead da Aaron Lopez
- 7 Marzo 1766, un lettera dal Capitano William Stead ad Aaron Lopez
- 20 Febbraio 1766, una lettera da Aaron Lopez al Capitano William Stead
- 8 Ottobre 1766, una lettera dal Capitano William Stead ad Aaron Lopez
- 9 Febbraio 1767, una lettera dal Capitano William Stead ad Aaron Lopez

A parte questo, vi sono affermazioni simili nelle lettere originali spedite
da Aaron Lopez ai Capitani Henry de Cruger, David Mill, Henry White, Thomas
Dolbeare e William Moore. Infatti, una lettera spedita dal Capitano William
Moore ad Aaron Lopez and Company è particolarmente rivelatrice e speciale
su questo punto. Vogliamo mettere in evidenza in principale contenuto di
questa lettera scritta dal Capitano Moore:

«Desidero informarla che la sua nave «Ann» ha attraccato qui l'altra notte
con 112 schiavi, di cui 35 uomini, 16 giovani adulti, 21 bambini, 29 donne,
2 ragazze e 9 bambine».

La data della suddetta lettera è il 27 Novembre 1773. Per mancanza di spazio
non abbiamo portato a termine i brani e gli estratti gentilmente fornitici
dal Carnegie Institute.

Il 29 Novembre 1767, l'ebreo Abraham Pereira Mendez che era stato truffato
da uno dei suoi, a Charleston, dove aveva soggiornato per meglio controllare
il suo carico umano, scrisse ad Aaron Lopez a Newport:

«Questi neri che mi sono stati forniti dal Capitano Abraham All erano in
condizioni così pietose a causa del trasporto che ho dovuto vendere 8
ragazzi e ragazze per sole 27 Sterline, altri 2 per 45 Sterline e 2 donne
per 35 Sterline ciascuna». (Denaro inglese, senza dubbio)

Abraham Pereira Mendez era molto adirato ed accusò Aaron Lopez di «truffa».
Questa lettera ci dice che questo cittadino di Newport fine e generoso era
insaziabile nella sua avidità per il denaro, lo stesso che il Rabbino Morris
A. Gutstein presentava come un nobiluomo. I neri per lui non erano altro che
merce.

In tutte le lettere pubblicate dal Carnegie Institute, si nota la mancanza
di umanità per i poveri schiavi neri. La mancanza di sentimento e
compassione per questi poveretti nelle mani dei loro trafficanti ebrei, la
si può leggere nel diario di un capitano che comandò una nave di proprietà
di Aaron Lopez. Esso riguarda un viaggio dalla costa africana a Charleston.
Inoltre si tratta di documenti autentici, pubblicati dal Carnegie Institute
di Washington, che richiamano l'attenzione su un organizzazione della quale
fino ad ora si sapeva ben poco o niente. Non c'è quindi da meravigliarsi se
i fatti intrapresi dagli ebrei americani nel commercio degli schiavi possono
essere di fatto considerati un loro monopolio, sconosciuto agli americani
non ebrei, incluse le masse nel mondo. Altri invece, informati dei fatti,
avevano buone ragioni per tacere.

Il Capitano di un'altra nave, la «Othello», fra le altre cose, fa i seguenti
appunti sul diario:

- 6 Febbraio: un uomo annegato durante le operazioni di carico
- 18 Marzo: due donne si sono gettate in mare perché non erano state legate
- 6 Aprile. un uomo morto di dissenteria
- 13 Aprile: una donna morta di dissenteria
- 7 Maggio: un uomo morto di dissenteria
- 16 Giugno: un uomo ucciso da Kap Henry
- 21 Giugno: un uomo ucciso da James Fluss
- 5 Luglio: una donna morta di febbre
- 6 Luglio: una ragazza, ammalata da due mesi, è morta

Questa nave è stata in mare per cinque mesi. Quale terribile ed indicibile
sofferenza è stata per questi milioni di neri che furono strappati con la
forza bruta dalle loro capanne, ammassati insieme, come animali sotto il
ponte della nave e poi venduti con meno scrupoli che nella vendita di un
capo di bestiame, comprati per pochi dollari e rivenduti per la somma di
2.000 Dollari.

Alcuni neri, riuscendo ad insorgere, poterono prendere il controllo di
qualche nave, girare le vele e ritornare verso la loro patria africana. L'equipaggio
di una nave, la «Three Friends», ad esempio, torturò i neri a bordo in modo
tale che i neri si ribellarono in modo sanguinoso. Uccisero il capitano e
tutta la ciurma, gettando poi in cadaveri in mare. Dopodichè si diressero
verso l'Africa da dove era appena stata tolta loro la libertà.

Un simile destino toccò alla nave negriera «Amistad». Fra gli schiavi c'era
il figlio del capo di una tribù nemica. Una volta che la nave fu in
navigazione egli progettò con i suoi compagni di aggredire la ciurma della
nave. In seguito ad una sanguinosa battaglia riuscirono a catturare il
capitano della nave. Il capo dei neri lo obbligò a dirigersi verso l'Africa,
poi nella sera, complice l'oscurità, cambiò rotta, zig-zagando per mesi
finché non arrivò vicino alla costa americana ed incrociò una nave
governativa. Questo accadde nell'anno 1839 quando il commercio degli schiavi
era già proibito ed illegale.

Gli schiavi neri furono liberati ed il capitano punito. Questi viaggi
marittimi non erano senza rischi quando trasportavano carichi di neri, il
che spiega perché gli ebrei quasi sempre assumessero capitani non ebrei.

I mercanti di schiavi preferivano restare nei loro uffici a contare i loro
grassi introiti di ogni viaggio, come Aaron Lopez, che lasciò ai suoi eredi
una delle più grandi fortune nell'area del New England.

Quando si riesaminano i fatti documentati ivi contenuti, è importante
ricordare che un capitano che non perdeva più di 9 schiavi su 19 durante il
viaggio di ritorno, era un capitano fortunato.

Va altresì ricordato che queste povere creature nere dovevano giacere nei
loro stessi escrementi per tutto il viaggio. Provate a pensarci! Non c'è da
meravigliarsi se le malattie chiedevano un così alto tributo. Ricordate le
cifre: circa 110 milioni di neri catturati e strappati alla loro terra
madre, l'Africa, e soltanto 11 milioni di questi schiavi neri raggiunsero le
Colonie vivi.

E gli ebrei stanno lì a parlare dei tedeschi e di Hitler e di come 6 milioni
di ebrei furono sterminati durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre la
storia degli schiavi neri è ben documentata. Documentata con VERITA'. Le
prove sono ancora disponibili per coloro che al mondo vogliono vedere.

Il «Carnegie Institute of Technology» si trova a Pittsburgh, in
Pennsylvania.

Non appena questa documentazione verrà distribuita, arrivando infine nelle
mani degli ebrei, le prove verranno probabilmente rimosse e distrutte, fino
alla totale eliminazione di tutta la documentazione che li danneggia. Gli
ebrei si sono impegnati in questa pratica per secoli. Tuttavia, la verità,
quella che sostiene i fatti, non può essere nascosta per sempre e molte
altre verità stanno per essere scoperte da coloro di noi che intendono
liberare l'America da questi figli del diavolo: gli Ebrei.

La documentazione pubblicata, qui contenuta, è stata fornita dal Carnegie
Institute of Learning, attualmente conosciuto come « The Carnegie Institute
of Technology».

Quella che segue è una lista parziale delle navi negriere possedute da
ebrei:

- «Abigail» di Aaron Lopez
- «Crown» di Isaac Levy e Nathan Simpson
- «Nassau» di Moses Levy
- «Four Sisters» di Moses Levy
- «Anne & Eliza» di Justus Bosch e John Abrams
- «Prudent Betty» di Henry Cruger e Jacob Phoenix
- «Hester» di Mordecai e David Gomez
- «Elizabeth» di David e Mordecai Gomez
- «Antigua» di Nathan Marston e Abram Lyell
- «Betsy» di Wm. De Woolf
- «PoUy» di James de Woolf
- « White Horse» di Jan de Sweevts
- «Expedition» di John e Jacob Rosevelt
- «Charlotte» di Moses e Sam Levy e Jacob Franks
- «Caracoa» di Moses e Sam Levy

Altri vascelli che contrabbandavano neri e posseduti da ebrei erano: «La
Fortuna», «Hannah», «Sally» e «Venue».

Alcuni degli ebrei di Newport e Charleston coinvolti nella distillazione o
nel commercio di schiavi, o entrambi, erano: Isaac Gomez, Hayman Levy, Jacob
Malhado, Naphtaly Myers, David Hart, Joseph Jacobs, Moses Ben Franks, Moses
Gomez, Isaac Dias, Benjamin Levy, David Jeshuvum, Jacob Pinto, Jacob Turk,
Daniel Gomez, James Lucana, Jan de Sweevst, Felix (cha-cha) de Souza
(conosciuto come il «Principe degli Schiavisti» e secondo solo ad Aaron
Lopez), Simeon Potter, Isaac Elizer, Jacob Rod, Jacob Rodrigues Rivera, Haym
Isaac Carregal, Abraham Touro, Moses Hays, Moses Lopez, Judah Touro, Abraham
Mendes e Abraham All.

Di circa 600 navi che salpavano dal porto di Newport, più di 300 erano
impegnate nel commercio degli schiavi. Un carico tipico della nave «La
Fortuna» era di 217 schiavi che costavano circa 4.300 Dollari ma venivano
rivenduti per 41.438 Dollari

Solo il 10% dei capitani delle navi era ebreo, non volendo assoggettarsi ai
rigori che provenivano da viaggi di 6 mesi. Essi preferivano restarsene a
casa a continuare le loro attività di distillazione continuando a fornire
rum e whiskey agli indiani per molti anni e con grandi profitti.

di Walter White Jr., 1968

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Gianfranco Spotti


--------------------------------------------------------------------------------

DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO

- Elizabeth Donnan, 4 Volumi di documenti illustranti la storia del
commercio di schiavi
verso l'America, Washington, D.C., 1930-1935

- «Carnegie Institute of Technology», Pittsburgh, Pennsylvania

- «Avventure di uno schiavista africano», di Malcolm Cowley, 1928.
Pubblicato da Albert e
Charles Bori, New York

- «La storia degli ebrei a Newport», del Rabbino Morris A. Gutstein

- «Gli ebrei scoprono l'America» di Cthmar Krainz

- «L'ebreo internazionale», di Henry Ford

- «Il complotto contro la chiesa», di Maurice Pinay

- «Protocollo per la conquista del mondo», 1956, della Conferenza Centrale
dei Rabbini
Americani.

- «Dietro al comunismo», di Frank L. Britton

Non possiamo intraprendere nemmeno un breve cenno di storia dell'ebreo
moderno senza prendere nota di un fenomeno che ha confuso le società del
Gentili (non ebrei) per venti secoli. Si tratta dell'abilità del popolo
ebraico di mantenere collettivamente la loro identità nonostante secoli di
esposizione alla civilizzazione cattolica. A qualsiasi studente di
giudaismo, oppure agli ebrei stessi, questo fenomeno viene parzialmente
spiegato dal fatto che il giudaismo non è principalmente una religione, non
una questione razziale e nemmeno un semplice fatto di nazionalità. Ma è un
insieme di tutti e tre, una specie di trinità.

Il giudaismo viene meglio descritto come una nazionalità costruita sui
pilastri gemelli della razza e della religione. Tutto ciò è strettamente
legato ad un altro aspetto del giudaismo, cioè il mito della persecuzione.
Fin dalla sua apparizione nella storia, troviamo che gli ebrei divulgano l'idea
di essere un popolo perseguitato e maltrattato, e questa idea è ed è sempre
stata centrale nel pensiero ebraico. Il mito della persecuzione è il mastice
e il collante del giudaismo, senza di esso gli ebrei avrebbero già cessato
di esistere da molto tempo, a dispetto della loro nazionalità
razial-religiosa.

E' comunque vero che il popolo ebraico ha vissuto numerose sofferenze nel
corso della storia, ma è altrettanto vero che ciò capitò anche ad altri
popoli. La differenza è che gli ebrei si sono segnati il punteggio, facendo
della persecuzione una tradizione.

Un casuale massacro di migliaia di cattolici, dopo 50 anni non viene più
commemorata da nessuno, ma uno sgarbo fatto ad alcuni ebrei viene ricordato
per sempre nelle storie ebraiche. E non raccontano le loro disgrazie
soltanto a se stessi ma anche a tutto un mondo solidale.







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2010-07-10 09:11:14 UTC
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Post by Artamano
giovedì 8 luglio 2010
Farrakhan accusa gli ebrei di aver danneggiato i neri
IN UNA LETTERA, FARRAKHAN ACCUSA GLI EBREI DI AVER DANNEGGIATO I NERI[1]
Io invece accuso gli azeri di aver danneggiato i lombardi.
Ciao
Ad'I
Artamano
2010-07-10 16:10:56 UTC
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Post by Arduino
Io invece accuso gli azeri di aver danneggiato i lombardi.
Ciao
l'umorismo yddish non costituisce una risposta.Ma uno sberleffo alle
sofferenze di milioni di esseri umani colpevoli solo di essere dei goym e
non degli "eletti".



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2010-07-10 22:23:04 UTC
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Post by Artamano
l'umorismo yddish non costituisce una risposta.Ma uno sberleffo alle
sofferenze di milioni di esseri umani colpevoli solo di essere dei goym e
non degli "eletti".
Ma non avevi appena scritto che i neri hanno un quoziente di intelligenza di
undici punti inferiore ai bianchi?
Deciditi: Non puoi dispregiare i neri e poi riciclarli contro gli ebrei.
Ad'I
Giacomo
2010-07-12 10:01:00 UTC
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Post by Arduino
Post by Artamano
l'umorismo yddish non costituisce una risposta.Ma uno sberleffo alle
sofferenze di milioni di esseri umani colpevoli solo di essere dei
goym e non degli "eletti".
Ma non avevi appena scritto che i neri hanno un quoziente di
intelligenza di undici punti inferiore ai bianchi?
Deciditi: Non puoi dispregiare i neri e poi riciclarli contro gli ebrei.
Ad'I
dimentichi che i razzisti hanno sdempre una scala razziale con gli ebrei
in fondo... e poi per Arty se si tratta di parlar male degli ebrei tutto
fa brodo

Iki
Giacoomo
--
"La rivoluzione spagnola è stata sconfitta militarmente dal franchismo,
ma forse è nella disfatta che risiede la sua forza…
Perché se fosse risultata vittoriosa si sarebbe trasformata in dittatura,
come è successo a Cuba, o in Cina, o in Russia" Abel Paz
Arduino
2010-07-17 10:50:42 UTC
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Post by Giacomo
dimentichi che i razzisti hanno sdempre una scala razziale con gli ebrei
in fondo... e poi per Arty se si tratta di parlar male degli ebrei tutto
fa brodo
Hai proprio ragione;-)
Ciao
Ad'I
Post by Giacomo
Iki
Giacoomo
--
"La rivoluzione spagnola è stata sconfitta militarmente dal franchismo,
ma forse è nella disfatta che risiede la sua forza…
Perché se fosse risultata vittoriosa si sarebbe trasformata in dittatura,
come è successo a Cuba, o in Cina, o in Russia" Abel Paz
Artamano
2010-07-14 19:12:54 UTC
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Post by Arduino
Ma non avevi appena scritto che i neri hanno un quoziente di intelligenza
di undici punti inferiore ai bianchi?
Deciditi: Non puoi dispregiare i neri e poi riciclarli contro gli ebrei.
siete voi che spregiate l'umanità dividendola tra "eletti" e goym.
Il fatto che i negri mediamente siano meno intelligenti dei bianchi concerne
più che altro l'intelligenza logico-matematica.
Ma nulla ci dice del valore come persona.
Gli ebrei sono i più intelligenti del mondo ma la loro religione
assurdamente razzista mostra che tutta questa capacità non si manifesta in
una vita migliore sia spiritualmente che culturalmente.
E'una intelligenza frammentaria e specialistica,tipica di persone incapaci
di sentire meraviglia e rispetto per il mondo.Buona per la scienza e la
finanza.Non per l'uomo e il mondo.



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2010-07-17 10:55:35 UTC
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Post by Artamano
siete voi che spregiate l'umanità dividendola tra "eletti" e goym.
Il fatto che i negri mediamente siano meno intelligenti dei bianchi
concerne più che altro l'intelligenza logico-matematica.
Ma nulla ci dice del valore come persona.
Gli ebrei sono i più intelligenti del mondo ma la loro religione
assurdamente razzista mostra che tutta questa capacità non si manifesta in
una vita migliore sia spiritualmente che culturalmente.
E'una intelligenza frammentaria e specialistica,tipica di persone incapaci
di sentire meraviglia e rispetto per il mondo.Buona per la scienza e la
finanza.Non per l'uomo e il mondo.
Se gli ebrei hanno un intelligenza superiore, il "merito" è unicamente di
voi persecutori, che eliminando o costringendo a convertirsi tutti coloro
che non erano in grado di sopravvivere con un lavoro semplice, avete
selezionato i migliori, coloro che erano in grado di intraprendere
professioni di tipo finanziario od imprendotoriale.
Quanto poi al fatto che la religione ebraica (Una religione i cui fautori
fra l'altro hanno impiegato oltre cinquecento anni per imporla agli ebrei)
imponga esagerate penitenze, se permetti, dovrebbe essere affare loro.
Ciao
Ad'I
Post by Artamano
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Artamano
2010-07-18 15:33:02 UTC
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Post by Arduino
Se gli ebrei hanno un intelligenza superiore, il "merito" è unicamente di
voi persecutori, che eliminando o costringendo a convertirsi tutti coloro
che non erano in grado di sopravvivere con un lavoro semplice, avete
selezionato i migliori, coloro che erano in grado di intraprendere
professioni di tipo finanziario od imprendotoriale.
gli ebrei non sono mai stati perseguitati se non in certi casi e in certi
periodi storici dai cristiani,i quali peraltro non li hanno mai voluti
distruggere del tutto,come hanno fatto con i pagani o gli albigesi.La loro
superiorità è dovuta a tratti genetici e alla morale talmudica,spietata
selezionatrice si menti rapaci,così come le dure condizioni ambientali e lo
stile di vita guerriero predatore rendevano i mongoli i migliori soldati del
mondo.
Post by Arduino
Quanto poi al fatto che la religione ebraica (Una religione i cui fautori
fra l'altro hanno impiegato oltre cinquecento anni per imporla agli ebrei)
imponga esagerate penitenze, se permetti, dovrebbe essere affare loro.
no,è nostro allorquando gli ebrei ci includono in essa,come razza inferiore.



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Giacomo
2010-07-19 11:48:09 UTC
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Post by Artamano
Post by Arduino
Se gli ebrei hanno un intelligenza superiore, il "merito" è unicamente di
voi persecutori, che eliminando o costringendo a convertirsi tutti coloro
che non erano in grado di sopravvivere con un lavoro semplice, avete
selezionato i migliori, coloro che erano in grado di intraprendere
professioni di tipo finanziario od imprendotoriale.
gli ebrei non sono mai stati perseguitati se non in certi casi e in certi
periodi storici dai cristiani,i quali peraltro non li hanno mai voluti
distruggere del tutto,come hanno fatto con i pagani o gli albigesi.La loro
superiorità è dovuta a tratti genetici e alla morale talmudica,spietata
selezionatrice si menti rapaci,così come le dure condizioni ambientali e lo
stile di vita guerriero predatore rendevano i mongoli i migliori soldati del
mondo.
ma allora tutto questo astio neonazista verso gli ebrei è solo il frutto
dell'invidia di chi si sente inferiore conclamato rispetto al
superiore.... bastrava dirlo che i problema è che i nazisti che si erano
illusi di essere la razza superiore ora sono convinti di essere quella
inferiore...
... basta dirlo che era solo un complesso di inferiorità mal risolto..

...
Artamano
2010-07-19 19:08:41 UTC
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Post by Giacomo
ma allora tutto questo astio neonazista verso gli ebrei è solo il frutto
dell'invidia di chi si sente inferiore conclamato rispetto al
superiore.... bastrava dirlo che i problema è che i nazisti che si erano
illusi di essere la razza superiore ora sono convinti di essere quella
inferiore...
ne complesso di superiorità ne di inferiorità
Nessuno degli antisemiti ha mai detto che gli ebrei sono stupidi.
Semmai che sono pericolosi perchè intelligenti e astuti.
Ma una intelligenza volta alla vittoria di un razzismo fondato sulla pretesa
di elezione da parte di un preteso dio unico.
Che non obbliga gli "eletti" ad essere migliori e dare il buon esempio,ma
che talmudicamente approfondiscano il solco che li separa dai goym e
approfittino delle loro debolezze.
Ne la bibbia ne il talmud sono libri che invitino alla tolleranza e al
rispetto degli altri,anche se avversari.
La superiorità che è solo materiale alla fine è una maledizione.



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Arduino
2010-07-19 21:31:21 UTC
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Post by Artamano
no,è nostro allorquando gli ebrei ci includono in essa,come razza inferiore.
Gli ebrei non hanno un concetto di superiorità od inferiorità razziale.
La loro religione semplicemente afferma che Dio li ha scelti come dono
immeritato, la bibbia è il libro più pieno di invettive contro gli ebrei che
esista sulla terra. La superiorità è del Dio (Che poi è stato scippato anche
da noi) non del popolo.
Ad'I
Giacomo
2010-07-20 07:13:40 UTC
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Post by Artamano
Post by Arduino
Se gli ebrei hanno un intelligenza superiore, il "merito" è unicamente di
voi persecutori, che eliminando o costringendo a convertirsi tutti coloro
che non erano in grado di sopravvivere con un lavoro semplice, avete
selezionato i migliori, coloro che erano in grado di intraprendere
professioni di tipo finanziario od imprendotoriale.
gli ebrei non sono mai stati perseguitati se non in certi casi e in certi
periodi storici dai cristiani,i quali peraltro non li hanno mai voluti
distruggere del tutto,come hanno fatto con i pagani o gli albigesi.La loro
superiorità è dovuta a tratti genetici e alla morale talmudica,spietata
selezionatrice si menti rapaci,così come le dure condizioni ambientali e lo
stile di vita guerriero predatore rendevano i mongoli i migliori soldati del
mondo.
Post by Arduino
Quanto poi al fatto che la religione ebraica (Una religione i cui fautori
fra l'altro hanno impiegato oltre cinquecento anni per imporla agli ebrei)
imponga esagerate penitenze, se permetti, dovrebbe essere affare loro.
no,è nostro allorquando gli ebrei ci includono in essa,come razza inferiore.
quanto poco conosci la Bibbia... è la storia della dimostrazione
dell'INCAPACITA' di un popolo che si sente immeritevole e inferiore alle
aspettative... leggi meno opuscoli neonazisti e studia un po' di più.
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