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La rivista «Nature» ha pubblicato uno studio che, a rigor di termini, decreta la fine della teoria evoluzionista.
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Artamano
2007-03-31 12:47:26 UTC
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Il darwinsimo vince. Anzi rivince.
Maurizio Blondet
30/03/2007

La rivista «Nature» ha pubblicato uno studio che, a rigor di termini,
decreta la fine della teoria evoluzionista. (1)
Di che si tratta?
Andiamo per ordine.
Secondo la precedente «certezza scientifica», i mammiferi attuali si
sarebbero evoluti e diversificati solo dopo l'estinzione di massa dei
dinosauri che, avvenuta 65 milioni di anni fa, avrebbe lasciato loro lo
spazio ecologico per fiorire e prosperare, differenziandosi per evoluzione
nelle numerosissime forme oggi esistenti (4450 specie).
In realtà, il nuovo studio ha stabilito senza ombra di dubbio che la
maggior parte dei mammiferi oggi esistenti già esistevano «molto prima
dell'estinzione
dei dinosauri».
Che sopravvissero alla presunta catastrofe che segnò l'estinzione dei
dinosauri «più o meno intatti». E che la loro fioritura pluralista avvenne
non subito dopo che i dinosauri erano scomparsi dalla faccia della Terra ma
molto, molto più tardi: da 10 a 15 milioni di anni dopo.
Fino a ieri si credeva che i pochi mammiferi coesistenti coi dinosauri
fossero dei piccoli roditori notturni.
Oggi, lo studio pudicamente ammette che praticamente tutti i mammiferi che
conosciamo (tutti i placentati, dice) vissero «insieme» ai dinosauri,
antichi quanto loro.
Tutti significa tutti: secondo lo studio, roditori, ungulati (come i bovidi)
e anche primati - ossia, inequivocabilmente, scimmie - apparvero nel mondo
tra i 100 e gli 85 milioni di anni fa.
Diciamolo più esplicitamente: fino ad oggi, gli evoluzionisti puntavano il
dito, a prova del darwinismo, sul fatto che i dinosauri, bestie «primitive»
(anche se molti di loro, o forse tutti, avevano sangue caldo e cuore a
quattro ventricoli, ben diverso dai rettili a sangue freddo e tre ventricoli
che tuttora vivono, come il coccodrillo) erano venuti prima dei mammiferi,
animali «più complessi ed evoluti».
Oggi invece si è giunti alla conclusione che gli animali «più evoluti» sono
antichi come i «più primitivi» e pascolavano insieme a loro prima del
Cretaceo.



Non c'è stata dunque alcuna «evoluzione», né tantomeno alcuna «discendenza»
da animali più primitivi a più evoluti.
Ciò che il nuovo studio ha constatato è il fenomeno ricorrente, già notato
dai paleontologi più attenti (o onesti) dell'apparire delle forme di vita:
una «esplosione» improvvisa, in cui tutta una quantità di specie compaiono
tutte insieme, già «evolute» o senza apparente «storia evolutiva», e
permangono immutate, finchè non intervengono estinzioni più o meno di massa
che sfrondano la varietà originaria.
Lo studio non lascia dubbi, anche per la sua vastità.
Non solo è stato condotto da una rete internazionale di studiosi che spazia
dall'Università di Monaco (a cura di Olaf Bininda-Emonds) all'Imperial
college di Londra (Andy Purvis), e che si è valsa della collaborazione di
paleontologi, zoologi e biologi evolutivi di varie università
dell'Australia,
Canada e stati Uniti.
Questo vasto team ha ricostruito, sulla base dei fossili e della biologia
molecolare, l'albero genealogico di 4510 delle 4554 specie di mammiferi oggi
esistenti.
Ciò che hanno visto questi scienziati è che in oltre 40 lignaggi di
mammiferi tuttora esistenti sono rimasti «praticamente immutati» in seguito
all'estinzione dei dinosauri, senza «diversificazioni evolutive».
Tali «diversificazioni», se mai, si notano 15 milioni di anni più tardi,
quando i mammiferi paiono subire la stessa «esplosione» (apparire simultaneo
di varietà o varianti) che già aveva portato alla comparsa di «tutti» gli
invertebrati nella esplosione del Cambriano, e molti milioni di anni dopo
alla «esplosione» dei dinosauri.
Ma credete forse che gli scienziati autori della scoperta ammettano che essa
dà il colpo di grazia alle teorie evoluzioniste?

Niente affatto.
Il loro studio «apre la strada a una migliore comprensione della storia
evolutiva dei mammiferi», anche se questa porta aperta «obbligherà a
riesaminare le cause, ecologiche ed altre, che hanno portato alla più
recente proliferazione di mammiferi» che originariamente sono antichi quanto
i dinosauri.
Semplicemente, «le micce che hanno innescato l'esplosione degli attuali
placentati [mammiferi] sono molto più lunghe di quanto prima creduto».
Insomma, l'evoluzione darwiniana c'è stato detto che è avvenuta tanto,
tanto, tantissimo tempo prima, e bisognerà andare a cercare quando.
«Gli eventi cruciali macro-evolutivi dei lignaggi mammiferi con discendenti
attuali» sono avvenuti «molto prima» della sparizione dei dinosauri, e poi
si sono ripetuti «molto più tardi». (2)
Come si noterà, il dogma evoluzionista esiste soprattutto nel linguaggio, e
resiste grazie a un'accurata scelta di termini che nasconde petizioni di
principio.
O precisamente, che presuppone come certo ciò che deve essere provato.
Per esempio, la storia dei mammiferi non è una «storia evolutiva», anche se
i dati smentiscono appunto l'evoluzione.
Una speciale menzione merita il concetto di «eventi macro-evolutivi».
Come già ha ammesso Stephen Jay Gould, l'evoluzione per piccole insensibili
variazioni presunta da Darwin non è mai stata constatata, e non è più
presentabile.
Si suppone dunque un grande «evento macro-evolutivo».
Come spiegano volentieri i documentari della BBC e di Piero Angela, un
tipico «evento macro-evolutivo» si ebbe quando un mammifero terrestre a
quattro zampe, una specie di mucca, «scelse la vita acquatica»
(nell'evoluzionismo
divulgativo, gli animali «scelgono» come vivere) e divenne la balena.
Devono essere stati millenni difficili, per la povera mucca in evoluzione
marina.
Erbivora in origine, dovette trasformarsi in divoratrice di krill: e dunque
aspettare che i denti da erbivoro a macina si trasformassero nei fanoni,
quella foresta flessibile con cui la balena filtra i gamberetti.
Nel frattempo, o digiunò con tutti i suoi discendenti, o qualcuno le pagava
i conti al ristorante.
E non basta: per diventare adeguatamente natatorio, dovette aspettare che le
narici, dal centro del muso, le emigrassero in cima alla testa; che fossero
fornite di una chiusura tipo snorkel; che i suoi polmoni la rendessero
capace di restare senza respirare per 40 minuti mentre scende a 300 metri
sotto il mare; mentre intanto il probabile apparato ruminante spariva dalle
sue viscere, e il grasso - sostanza utilissima a tenere a galla le balene e
le vacche - aumentava prodigiosamente nei posti giusti.
Millenni, forse milioni di anni di difficile transizione e di vita stentata:
e tuttavia, la vacca baleniera riusciva pure a ingrassare, e ad aumentare -
un discendente dopo l'altro - di dimensioni, fino al titanico Moby Dick che
conosciamo.



Decisamente, un creazionista concluderebbe: senza dubbio.
Qualcuno invitava la famiglia in evoluzione in trattoria.
Ma i darwinisti hanno la soluzione rigorosamente materialista:
«macro-evoluzione».
Le narici in alto sul cucuzzolo, il grasso, i fanoni, il formidabile
apparato respiratorio da apnea non si sono formati a poco a poco, ma sono
apparsi tutti insieme - e per caso - nel fortunato animale bovino. (3)
Ora, la storia si ripete con questa scoperta di Nature.
Già il 29 marzo la trasmissione (pseudo) scientifica, mattutina e massonica,
di Rai3 esaltava la scoperta come una magnifica conferma dell'evoluzionismo.
Ecco il punto.
Prima, la successione dai dinosauri «primitivi» ai mammiferi «evoluti», era
una prova dell'evoluzione.
Oggi, la mancata successione, anzi la convivenza di dinosauri con ungulati e
primati (scimmie!) è una ulteriore prova che l'evoluzione esiste.
Non c'è modo di smentire l'evoluzione.
E' un carattere che questa scienza suprema condivide, come aveva già notato
Karl Popper, con il materialismo «scientifico» e con la psicoanalisi.
Esse non possono essere «falsificate», ossia confutate da nessuna prova
contraria.
E questo è il carattere, diceva Popper, non della scienza, ma delle
ideologie.
Tuttavia, gli evoluzionisti non prendono atto delle ragionevoli note di
Popper.
E' il problema degli evoluzionisti: non si evolvono mai.
I massoni ideologico-scientifici di Rai3 hanno spiegato che forse, la novità
si spiega con un ritardo dell'orologio molecolare.
Si tratta di una delle più fantastiche invenzioni darwiniste.
Come funziona?
Pesci, rettili e mammiferi hanno qualche enzima in comune, che svolge la
stessa funzione nei diversi taxa, anche se presenta forti variazioni da
specie a specie.
Gli evoluzionisti suppongono che questo enzima supponga un'antenato comune a
pesci, rettili e mammiferi, da cui tutti noi l'avremmo ereditato; e
procedono a contare le differenze aminoacidiche fra il pesce e il mammifero.
Quante più sono le differenze, tanto più lontana è l'epoca in cui pesci e
mammiferi si sono «separati» dal comune antenato.



Come si vede, è ancora una petizione di principio.
Si da per scontato l'antenato comune introvabile; e si danno per scontati
infiniti «anelli di congiunzione» tra l'uno e l'altro taxa, che mai si sono
constatati («mancanti»), anche se il sottosuolo dovrebbe traboccare di
anelli di congiunzione fossili, visto che il processo evolutivo è continuo.
Si da per scontato che le differenze in un enzima di pesce e nell'enzima
analogo di mammifero siano il risultato di accumuli e mutazioni.
Insomma, si da per scontata l'evoluzione, ossia proprio il fatto che
l'orologio
molecolare dovrebbe dimostrare e misurare.
Perché, supposizione tra le supposizioni, per giunta si presume che
l'accumulo
di variazioni (casuali e cieche, si badi bene) sia avvenuto a ritmo
costante, come un cronometro.
Ora appare che l'orologio rallentava.
Un giorno, nostri discendenti rideranno di una scienza che credeva a una
tale congerie di favole e giurava su tali trucchetti para-logici.
Il racconto di Giove che rapisce Europa, del mito di Atlantide, del mito di
Iside fecondata dal morto Osiride sono più credibili: sono miti, ossia
«verità» più alte e indicibili.
Questi moderni sono trucchi in malafede.

Maurizio Blondet



Note
1) Olaf R. P. Bininda-Emonds, Marcel Cardillo , Kate E. Jones, Ross D. E.
MacPhee, Robin M. D. Beck6, Richard Grenyer7, Samantha A. Price8, Rutger A.
Vos9, John L. Gittleman10 & Andy Purvis «The delayed rise of present-day
mammals», Nature 446, 29 marzo 2007.
2) Questo continuo arretrare a «molto prima», i fatti evolutivi introvabili
sono tipici del darwinismo. Con una sola eccezione: l'uomo. Essendo
l'animale
«più evoluto», deve essere apparso per ultimo; in ogni caso non prima di
«Lucy», l'australopitecina (una scimmia quadrupede, alta 130 centimetri, con
la scatola cranica di uno scimpanzé) supposta nostra progenitrice. Così la
scoperta nel 1995 di un uomo moderno fossile (viso verticale senza
prognatismo, fronte ampia, dentatura «gracile») vissuto 800 mila anni fa, ha
suscitato grandissimo imbarazzo: era contemporaneo di Lucy. Ancora più
imbarazzante: Louis Leakey, membro della nota famiglia di paleontologi che
opera nell'Olduvai, scoprì ossa di australopitecine, di homo erectus e di
sapiens nello stesso strato, dunque contemporanee. E nello stesso strato
(Bed II) scoprì anche i resti di una capanna di terra e pietra di un tipo
ancora in uso in Africa, ma risalente a 1,7 milioni di anni fa. Mary Leakey,
per parte sua, ha scoperto e studiato impronte di piedi umani lasciate sulla
sabbia di Laetoli qualcosa come 3,6 milioni di anni fa. Per queste scoperte
imbarazzanti e perciò messe da parte, consigliamo il volume di Harun Yahya,
«L'Inganno dell'evoluzione», edizioni al Hikma. L'autore è un intelligente
divulgatore scientifico turco, esemplare per chiarezza.
3) Inutile ripetere che la balena è - come ogni altro essere - un animale
perfettamente specializzato per vivere nella sua nicchia ecologica. E che
nessun animale è mai esistito che non sia, o sia stato, «perfetto» in questo
senso, ossia perfettamente adattato al suo ambiente. Presumere l'esistenza
di «anelli di congiunzione» significa presumere animali mal-adatti alla
caccia, alla nutrizione, che tuttavia sono sopravvissuti e hanno avuto
discendenti. Infine, varrà la pena di ripetere che ogni animale è un
«sistema» infallibilmente preordinato. Un pipistrello non è solo un ratto
con delle ali. E' un sistema-sonar di caccia notturna che emette ultrasuoni,
dotato di orecchie-antenne capaci di captare il suono di ritorno, e persino
di un pelame adatto alla sua esistenza-sonar, perché non riflette le onde
sonore e quindi lo rende «invisible» nel buio. Pelami con la stesa funzione
fono-assorbente si constatano nei gatti, animali notturni. E persino nelle
piume degli uccelli da preda notturni, come gufi e barbargianni, anch'essi
perfetti sistemi-sonar. I dinosauri erano anch'essi perfettamente «adatti»,
e in questo senso nessun animale può essere definito «primitivo». Inoltre
non erano rettili, ma un taxa a sé, con caratteri rettiliani.




Il cretinismo scientifico
Maurizio Blondet
12/03/2007

Piergiorgio Odifreddi
E' verso il 1890, spiega Ortega y Gasset, che «assume la guida intellettuale
d'Europa» lo scienziato mediocre.
«Un tipo di scienziato senza esempio nella storia: un uomo che, di tutto ciò
che occorre sapere per essere una persona intelligente, conosce soltanto una
scienza determinata, e anche di questa conosce bene solo la piccola parte di
cui è investigatore attivo. Egli arriva a proclamare come virtù questa sua
carenza d'informazione per quanto rimane fuori dall'angusto paesaggio che
coltiva specificamente».
La scienza avanza veramente non grazie a questo tipo umano, ma a scienziati
grandi e veri: quei pochi che, di tanto in tanto, sentono che la scienza «ha
bisogno, come organico ordinamento del suo stesso sviluppo, di un lavoro di
ricostituzione» su nuove basi.
Questo «lavoro», altamente intuitivo, «è di volta in volta più difficile e
ogni volta ricollega regioni più vaste del sapere totale».
Questi veri scienziati esercitano dunque la forma più difficile
dell'intelligenza, l'arte della «sintesi». Newton fu uno di questi: non
smontò la visione del mondo aristotelica, ma la spiegò come caso particolare
all'interno di una teoria più ampia.
Einstein fu un altro: e la teoria della relatività include la teoria di
Newton come caso particolare («ricollega regioni sempre più vaste del
sapere») e fornisce una nuova, rivoluzionaria concezione dell'universo.
Dopo Einstein, il tempo dei fisici è una dimensione dello spazio: qualcosa
di inimmaginabile per l'uomo comune.
In quanto intelligenza sintetica, Einstein si riconosceva un matematico
mediocre (o meglio, «impaziente» nel minuzioso lavorio matematico), e si
affiancò al matematico Levi Civita, simpatico ebreo napoletano, per
formulare con rigore la sua teoria.
In compenso, Einstein si saturò di Kant e Mach: ritenne necessario, per far
avanzare la fisica, tuffarsi nella filosofia della conoscenza, ai limiti
estremi della gnoseologia.
Un altro raro genio del genere fu Gregorio Mendel, il monaco che, coltivando
piselli, scoprì le leggi della genetica, e senza il quale non sarebbe stato
possibile capire le funzioni del DNA.
Un altro ancora fu Pasteur, che identificò nei microrganismi la causa delle
malattie infettive, e cambiò la medicina da capo a fondo.
Un altro ancora fu Mendeleieff, che intuì che tutti gli elementi inorganici
minerali possono essere posti in una scala continua grazie al loro peso
atomico.
Un altro ancora fu Wallace, contemporaneo più grande e misconosciuto di
Darwin, scopritore della misteriosa linea geografica che, sul nostro
pianeta, divide i mammiferi placentati dai marsupiali.



Una volta che questi rari genii sintetici, insieme scienziati, filosofi e
umanisti, hanno messo la scienza su nuove basi, subentra - per riempire di
dati i campi aperti dai veri rari genii - lo stuolo degli scienziati
mediocri di cui parla Ortega.
Costoro, lavorando con il metodo inventato da Einstein, Mendel o Pasteur
«come si lavora con una macchina» o un computer, riempiono i vuoti di dati
più o meno «nuovi».
Grazie alla stabilità e all'esattezza - e insegnabilità - di questi metodi,
tutto un esercito di mediocri fa progredire la scienza parcella per
parcella.
Gran parte del lavoro cosiddetto scientifico in fisica o biologia «è lavoro
meccanico del pensiero che può essere eseguito più o meno da chiunque»:
pensate ad esempio al lavoro di sequenza dei geni, ripetizione infinita
degli stessi processi di laboratorio che consente la mappatura generale del
DNA di ogni specie.
Ripetitivo, parcellizzato, disarticolato.
Per operare, questi mediocri manovali della scienza non hanno bisogno di una
vera intelligenza, anzi nemmeno «di possedere idee rigorose sul significato
e fondamento del metodo» che stanno usando.
Non hanno bisogno di ripensare in proprio e radicalmente ciò che hanno già
intuito Einstein o Mendeleieff.
Tutto ciò che devono sapere riguarda il settore piccolissimo e speciale su
cui lavorano.
Altri poi un giorno dovranno riordinare tutti questi frammenti in una nuova,
ardua sintesi.
Lui, lo scienziato mediocre, può ignorare «tutto il resto di ciò che
costituisce veramente il sapere».
Il guaio è che quest'uomo mediocre, che ha lo status prestigioso di
«scienziato», su tutte le questioni che ignora (la maggior parte) si
comporterà non già da ignorante qual è, ma «con tutta la petulanza di chi
nel suoi problemi speciali è sapiente». (1)
Un biologo che fa la sequenza dei geni o un professore di matematica, ad
esempio, «in politica, in arte, nei costumi sociali e nelle altre scienze
prenderà posizione da primitivo, da ignorantissimo: però dirà la sua con la
sicumera e l'aria di sufficienza dello scienziato» che è.
Un simile biologo cercherà di ridurre i problemi sociali a biologia («E'
tutta una questione di enzimi e di ormoni»); il matematico dirà che la
pittura può spiegarsi benissimo in termini di lunghezze d'onda; e che la
storia intera può essere ridotta ad un algoritmo.
«Il fatto paradossale», dice Ortega, «è che questo primitivo scientifico
nemmeno riconoscerà che negli altri campi esistono degli specialisti».
Nelle altre questioni della vita, assai più complesse e importanti di quanto
intuisca la sua povera mente specialistica, dirà la sua negando che esista
bisogno di ascoltare e studiare prima chi ne sa di più.
Che in politica, arte e religione non esistono i problemi che vedono gli
studiosi di quei campi, che tutto è semplicissimo e che lui sa bene come
risolvere tutto.



Penso che avrete riconosciuto qui il ritratto di quel certo Piergiorgio
Odifreddi.
Questo c., avendo una laurea in matematica, sta dicendo la sua su: teologia
e religione, creazionismo ed evoluzionismo, paleontologia e genetica,
linguistica ed etnologia, storia e filosofia. E poiché Odifreddi è più c.
persino di quanto sia c. un normale manovale della scienza, non stupisce che
esso abbia largo spazio nelle massime tribune del cretinismo corrente, la TV
e la stampa quotidiana.
Quelle che della superficialità presuntuosa fanno la loro massima, la più
vantata virtù.
E' un c. di grande successo, Odifreddi.
Invitatissimo, specie da quando ha scritto libri del tipo «Perché non
possiamo essere cristiani e tantomeno cattolici».
Naturalmente, essendo riduzionista al più ridicolo livello (ossia riduttore
delle grandi questioni alle anguste pareti del suo personale cervello),
Odifreddi scopre - con tre secoli di ritardo sugli atei materialisti
europei - che la religione è una falsità, il cui scopo è la repressione
delle masse che vengono atterrite con immagini dell'inferno.
Una sua sotto-teoria, che vale la pena di citare, è questa: i polacchi sono
cattolici - la più stupida delle religioni - perché hanno una lingua piena
di consonanti; se parlassero una lingua più vocalica come gli inglesi,
sarebbero protestanti (che è già meglio) o atei come i farmacisti francesi
dell'800.
Giorni fa m'è capitato di leggere su Repubblica uno scritto di questo c...
presuntuoso, dov'egli fa finalmente piazza pulita del mito di Eva e di
Adamo.
Mai esistiti, naturalmente.
Lo ha scoperto grazie all'«orologio cellulare», quell'accumularsi di «errori
di trascrizione» nei mitocondri del DNA da cui si può - dice - stabilire
senza ombra di dubbio la data di nascita dei nostri progenitori.
Odifreddi ha letto da qualche parte che l'orologio molecolare si basa su un
ritmo che è pari a «un errore di trascrizione ogni 10 mila anni».
Naturalmente gli sfugge del tutto la natura altamente ipotetica di questo
orologio.



Perché mai un errore ogni diecimila anni?
In certi periodi, la cadenza poteva essere stata più o meno irregolare.
Degli «errori», per definizione, non possono avere un ritmo certo: sono
imprevisti.
L'ipotesi dell'orologio molecolare è un'invenzione di qualche biologo che
vuole, con questo strumento saltellante, comprovare una teoria non
accertata, ossia l'evoluzionismo.
Ma questo non preoccupa il c..
Non ha il minimo dubbio, visto che l'ha letto in qualche libro, riguardante
una materia che non è la sua.
Probabilmente ignora che il DNA ha vari livelli di «correzione degli
errori», per cui è la materia più stabile dell'universo: squali e
coccodrilli esistevano prima dei dinosauri e 300 milioni di anni dopo sono
ancora fra noi, identici ai loro antenati fossili.
Gli «errori» non corretti, e che perciò restano nel DNA, sono quelli che
avvengono nelle zone del DNA che non hanno influenza sull'organismo, non lo
rendono mostruoso né migliore: sono le mutazioni «neutrali» di Kimura.
Odifreddi ignora tutte le ansie, i dubbi e lo sgomento dei veri biologi
molecolari, quelli che stanno nella prima linea avanzante della loro
scienza, sulla natura sempre più complessa della cellula: un essere vitale
unicellulare è complesso come «un organismo pluricellulare», dunque non è
una vita «primitiva e più semplice».
Ignora la cautela ipotetica con cui questi avanzano a tentoni nel buio:
prende questo avanzare tentoni come oro colato e verità ormai accertata.
Per Odifreddi, la Eva mitocondriale (con l'orologio saltellante) è nata 150
mila anni fa.
L'Adamo cromosomico, 75 mila anni fa.
Gli pare chiarissimo e non bisognoso di spiegazioni che il suo Adamo abbia
potuto «conoscere» una Eva vissuta 75 millenni prima
Semplicemente, Eva era già sposata, dice, ma con Adami «che hanno avuto una
discendenza che prima o poi si è arenata».
E passi.



Il bello arriva quando da esperto di biologia, l'aritmetico salta a
giudicare la «mitologia».
La «mitologia antica», quella della Grande Madre, era «giusta» perché
conferma ciò che dice quello che Odifreddi crede essere la «scienza»: ossia
sottolinea la «centralità primordiale della donna, la sua profusione di
fertilità e di abbondanza».
Solo dopo, assicura, gli uomini, avendo preso il potere, hanno affiancato a
Iside e ad Afrodite «figure femminili di morte, da Kali ad Eva, il cui mito
non è altro che una delle innumerevoli variazioni sul tema della
subalternità, biologica e morale, della donna rispetto all'uomo».
E così, l'intero scibile delle «cose prime» è sistemato: è tutta una
questione di maschilismo repressivo.
Facilissimo.
Come mai nessuno ci ha pensato prima del c.?
In realtà ci hanno pensato.
Già lo sapevano i farmacisti massoni dell'ottocento; solo che il c., non
essendo al corrente (ignorantia elenchi, direbbe Aristotile) non lo sa.
Siccome Odifreddi è un materialista del tipo più rozzo e antiquato, e
inoltre il perfetto mediocre descritto da Ortega, quello che non ammette
specialisti nei campi in cui fa le sue puntate da c.; sarà ovviamente
inutile ricordargli come hanno «letto» questo rapporto della femminilità con
la morte i grandi studiosi di etnografia religiosa.
Il pensiero mitico è un pensiero eminentemente metafisico, una sfera che sta
un po' troppo al disopra del cranio di Piergiorgio.
Coloro che lo elaborarono non partivano da orologi molecolari e dal primato
della materia.
Per loro, la Dea Madre era fin dal principio anche Kali che danza sui campi
crematori, vestita di teste e mani di cadaveri.
Ciò perché il «femminile» dà la vita biologica, e ciò che ha vita biologica,
ineluttabilmente, morirà.
Una nozione che non si studia nei laboratori, ma che fa parte della comune
esperienza umana.
Solo che gli uomini e le donne, un tempo, non si contentavano di questo
destino biologico. Cercavano una vita che fosse al di là della vita, che
fosse liberazione dalle catene dell'esistere zoologico.
Ragionarono che ogni cosa che esiste di qua ha un lato «materiale» - la sua
composizione fisico-chimica - ma anche un lato «formale» o essenziale, che è
più importante.



Un coltello può essere fatto di quasi ogni «materia» dura, ferro o pietra o
rame; ma ciò che lo rende «coltello», ossia intelleggibile, è la «forma» che
gli ha dato il fabbro - non la forma materiale, che può essere varia, ma
l'intenzione razionale, il «logos».
E questa forma non è nella materia, ma è prima «pensata» nella mente
dell'artigiano.
Allo stesso modo, un seme ha dentro di sé la potenzialità superiore di
essere albero (non occorre studiare il DNA, basta essere intelligenti
contadini): e questa potenzialità è dentro il seme, ma è cosa totalmente
diversa dalla sua materia.
Quando quella potenza si attua, diventa atto, essa rivela un'intelligenza
assoluta, inimmaginabile a priori.
Dunque, gli uomini (e le donne) cercavano questa vita che è sopra la vita,
che è invisibile perché è intelligenza.
Diedero a questa vita il carattere simbolico di virilità, perché nella
famiglia umana, se è la femmina a dare la vita biologica, è il padre ad
insegnare al figlio a diventare umano: dalle arti della caccia al
pronunciare la giustizia in tribunale.
Fare giustizia significa applicare al caso specifico una norma generale, che
non è originariamente nei codici, ma «scritta dentro».
Ognuno sa, se non inganna se stesso o non persegue un interesse egoistico,
quali azioni sono giuste e quali ingiuste.
E ognuno può stabilire chi ha torto e chi ha ragione in una disputa, in base
a giustizia, con accurata ricerca.
Il mondo della caccia, come del tribunale, è tutto un esercizio
dell'intelligenza impersonale.
Viene da una sfera che non è biologica, ma oggettiva.
I geometri greci - al contrario di Odifreddi, che non si lascia stupire da
nulla, che ha capito già tutto - seppero ancora meravigliarsi del fatto che
gli angoli di un triangolo fanno sempre 180 gradi: e che questa verità è
«lì» anche prima che l'uomo la conosca, anzi indipendentemente dal fatto che
la conosca.
Come dice non un profeta biblico, ma Max Horkheimer, la ragione era un
ordine presente non solo nella mente dell'uomo, ma nel mondo oggettivo.



In quei tempi antichi (dove gli Odifreddi sarebbero stati esposti al
ludibrio che loro spetta, incapaci di capire persino i principii della loro
stessa scienza), dice Horkheimer, «il grado di ragionevolezza di una vita
umana dipendeva dalla misura con cui si armonizzava con la totalità» della
Ragione presente oggettivamente nel mondo.
Per esempio, dei giudici disonesti possono fare deliberatamente ingiustizia
al litigante che ha ragione, dando ragione a chi ha torto; ma questo non
indebolisce per nulla la legge oggettiva della giustizia, rende solo quei
giudici indegni, e traditori della verità.
«La struttura oggettiva era la pietra di paragone per saggiare la
ragionevolezza dei pensieri e della ragione individuale», dice Horkeimer.
(2)
Invece oggi, aggiunge, la ragione è divenuta un fatto soggettivo, «e
interessa soprattutto il rapporto dei mezzi ai fini, l'idoneità dei
procedimenti adottati per giungere agli scopi».
Quanto a tali scopi «si danno per scontati e si ritiene che si spieghino da
sé».
Come vedete, qui Horkheimer sta dicendo la stessa cosa di Ortega e dei
sapienti metafisici antichi: e indica la differenza fondamentale dallo
scienziato c. - ossia Odifreddi - che si occupa di procedure e mezzi, e
dallo scienziato sapiente (Einstein, Mendel, Pasteur) che si occupa dei
fini. Esattamente di quei fini che Odifreddi, il c. scientifico, ritiene «si
spieghino da sé» e che non ci sia bisogno di domandarsi se sono veri o no,
giusti o no.
Di questo si occupa la religione di cui un Odifreddi, in quanto c., non sa
giustamente che farsene.
E per questo Cristo è «vir», e non femmina.
«Ciò che nasce dalla carne [della donna] è carne, ciò che nasce dallo
spirito è spirito» e quindi oggettivo.
Quindi eminentemente «sottratto alla morte».
La funzione del padre, di ogni padre, è quella di inserire il figlio
biologico nella realtà superiore alla biologia, nell'impersonale, eterna
verità oggettiva.
C'è un'acqua femminile, l'acqua di pozzo della Samaritana, che chi la beve
torna ad aver sete; e c'è un'acqua che zampilla da sempre e per sempre, che
toglie per sempre la sete.
Ma non parlate di Cristo al c..
Il c. risponde: «Del Gesù 'storico' c'è poco da dire, letteralmente, perchè
di lui non ci sono praticamente tracce nella storia ufficiale dell'epoca: in
tutto una ventina di righe nelle opere di Plinio, Tacito, Svetonio e
Giuseppe Flavio, tra l'altro di incerta interpretazione (il 'Chrestus' di
Svetonio) o dubbia autenticità (la lettera a Traiano di Plinio). Se dunque
veramente Gesù è esistito, dev'essere stato irrilevante per i suoi
contemporanei, al di fuori di una ristretta cerchia di parenti, amici e
seguaci».



E' bello sapere che la corrispondenza fra Traiano a Plinio, la cui
autenticità è ritenuta certa da fior di storici professionali, ci sia
invece dichiarata dubbia da uno che si occupa di logaritmi.
Ma nelle sue letture storiche e del primo cristianesimo Odifreddi è rimasto
evidentemente fermo a un secolo fa, a Renan.
Da allora quella «ventina di righe» si sono parecchio moltiplicate, con le
più profonde e specialistiche ricerche storiche.
Odifreddi non sa ad esempio nulla del cosiddetto «editto di Nazareth». (3)
Una lastra di marmo in greco, conservata a Parigi, che contiene un «diatagma
Kaisaros», un ordine di Cesare.
Il Cesare in questione è Nerone, e l'ha scritta è del 62, un trentennio dopo
la crocifissione) in cui Nerone dà ordini molti strani:
1) Vieta «l'adorazione di uomini» («tòn anthròpon thriskèias») come empietà
contro gli dèi, e dice che sarà considerata una colpa religiosa.
2) Vieta la violazione delle tombe per estrarne cadaveri.
3 ) E la vieta, fatto ancora più strano, con carattere «retroattivo».
Infatti dice, nella lapide: «Se qualcuno denuncia che uno ha tirato fuori
defunti con inganno e li ha trasferiti ad altro luogo, o spostato pietre
tombali, [il colpevole] va condannato a morte».
Insomma, nel 62, Nerone vieta un delitto che pare sia stato già commesso:
qualcuno ha portato via un corpo spostando la pietra di un sepolcro.
Per questo, commina una pena d'inaudita durezza, la pena capitale.
E fa affiggere questo suo ordine non in tutto l'impero in generale, ma
proprio a Nazareth.
Ciò, all'insaputa di Odifreddi, dice qualcosa agli storici che l'hanno
studiata.



La lapide di Nazareth ha una spiegazione chiara, se si legge quello che
dicevano gli ebrei nei Vangeli, e ciò che ripete in assai più di venti righe
il Talmud, in scritti di quegli anni. Sostanzialmente questo: «I suoi
discepoli hanno portato via il Nazareno dalla tomba subornando le guardie».
E' la scusa con cui i giudei cercavano di smentire la resurrezione di
Cristo.
Ma perché Nerone se ne occupa?
Come Odifreddi non sa ma come gli storici specialisti hanno da tempo
appurato, alla corte di Nerone - più precisamente attorno a Poppea, la
giudaizzante - agiva già la potente e nota lobby.
E' quasi certamente questa ad aver dettato il «diatagma Kaisaros», e a
farlo affiggere a Nazareth, non poniamo a Selinunte o ad Atene.
Ecco una «traccia nelle fonti ufficiali dell'epoca» che il c. matematico,
matematicamente ignora: e che conferma i Vangeli e le polemiche degli ebrei
su Gesù con estrema precisione storica.
Ancora 30 anni dopo l'esecuzione di Gesù, i farisei si sforzavano di tappare
la bocca chi sosteneva che Gesù era risorto, evidentemente perché la voce
continuava a diffondersi.
E il fatto istruttivo per noi contemporanei è vedere come gli ebrei
facevano, allora, a tappare le bocche: facendo emanare leggi ad hoc
dall'autorità costituita.
L'editto di Nazareth, sostanzialmente intima: è vietato per legge dire che
Cristo è risorto.
E' illegale.
Lo ordina l'imperatore.
Chi lo dice sarà perseguito come violatore di tombe.
Molto istruttivo: anche oggi, dire la verità è esporsi ai rigori delle leggi
Mancino e Mastella.
Sono i Neroni che la lobby può permettersi con questi chiari di luna.
Ma Odifreddi non sa.
Ignora che anche la ricerca storica ha fatto passi avanti, non è rimasta al
teorema di Fermat.



Oddifredi non crede a Gesù, e fa benissimo: Gesù non è venuto per scimpanzè
geneticamente modificati.
Ma si perde il meglio come specialista.
Non sa ad esempio che quel Nazareno di cui bisogna dire (come dice
Odifreddi) che è stato sottratto dalla tomba rigido, era uno scienziato.
Non uno scienzato alla Odifreddi, sia chiaro, non un manovale delle
equazioni.
Stiamo parlando dello scienziato del primo tipo, dei genio delle grandi
sintesi.
Come?
La prova è proprio nel Vangelo.
Là dove Gesù dice che Abramo esultò a vedere il suo giorno, e i farisei: non
hai nemmeno cinquant'anni, ed hai visto Abramo?
Lui risponde: «Prima che Abramo fosse, Io Sono».
I farisei sono pur sempre più intelligenti di Odifreddi: capiscono benissimo
che Gesù si dichiara Dio («Io-Sono» è il nome che si dà YHVH nel roveto
ardente) e perciò si provano a lapidarlo.
Ma quel che sfugge loro perché la fisica allora era ancora quella classica -
è che questa enunciazione di Gesù è una conferma della fisica
post-einsteiniana.
Come si diceva all'inizio, dopo Einstein, per i fisici d'avanguardia, lo
spazio-tempo è un tutto unico.
Il tempo è una dimensione dello spazio, come l'altezza e la profondità.
Lo spiega Louis De Broglie, premio Nobel: «Nello spazio-tempo, tutto ciò che
per ciascuno di noi costituisce il passato, il presente, il futuro è dato in
blocco. Ciascun osservatore, col passare del suo tempo, scopre per così dire
nuove porzioni dello spazio-tempo, che gli appaiono come aspetti successivi
del mondo materiale; ma in realtà l'insieme degli eventi che descrivono lo
spazio-tempo esiste già prima di essere conosciuto».
O come dice Hermann Weyl: «Il mondo oggettivo non avviene, semplicemente è».
Stiamo parlando qui di grandi scienziati, che sono il contrario di Odifreddi
anche in questo: non sono presuntuosi, ma umili.



Ma ciò che De Broglie umilmente intuisce, e che ci trasmette con faticose
parole traducendo le formule fisico-matematiche, è né più né meno che lo
sguardo di Dio sul mondo.
Noi passiamo dal passato al futuro, strisciando sulla dimensione-tempo come
lumache sul terreno, in un senso solo.
Per Dio, passato e futuro «sono» nel Suo eterno presente.
Abramo conosce Gesù, in questa visione.
I dinosauri sono ancora fra noi, solo in un angolo spazio-temporale a noi
ormai inaccessibile; e anche ciò che per noi ancora non è, il futuro, è
«già» qui.
Gli evoluzionisti darwiniani (Odifreddi non può mancare nel novero di tali
c.) si immaginano che gli antidarwinisti («creazionisti», spregiativamente)
abbiano in mente un Dio - ingegnere, un fabbricante che ha fatto prima la
mosca, poi i mammiferi, poi l'uomo, progettando minuziosamente ogni vivente,
elitra, pinna ed occhio, come un ottimo artigiano solo più potente, tutto
immerso nel mondo materiale.
Ma questa è una caricatura del Dio a cui crediamo - o meglio, a cui non
crediamo - che sappiamo Essere.
Dio, è quello che ci dice in uno sprazzo De Broglie: per lui, tutto è
«compresente».
Non ha fatto prima gli insetti, poi i rettili e poi i mammiferi e gli
Odifreddi quadrumani con pollici opponibili: ha fatto tutto insieme.
Ha fatto tutto «ora».
Questo vastissimo «ora» di Dio, dove non solo Abramo parla con Gesù, non
solo i dinosauri non sono estinti, ma ancor più, dove il futuro influisce
sul presente e lo fa essere quel che è, almeno quanto sul presente influisce
il passato - il passato per cui siamo ciò che siamo oggi.
Ci pare normale che il passato abbia influito su di noi; ma impossibile che
il futuro - ciò che saremo, che saranno i nostri nipoti - stia già influendo
su di noi «adesso».
E' ciò che i cretini chiamano «finalismo», vietato (per legge) nella scienza
sorpassata del XIX secolo.
Ma nello spazio-tempo post-einsteiniano, ciò è la pura verità.
Là dove i cretini vedono una «evoluzione», Dio (e un pochino anche l'umile,
modesto De Broglie) vede una «architettura».
Per lui tutto è presente, tutto è stato fatto «ora», nulla si sta facendo,
nulla è incompleto.
«Prima che Abramo fosse, Io-Sono».
E dice la stessa cosa quando assicura: «Non sono il Dio dei morti, ma dei
viventi».

De Broglie lo capirebbe al volo (anzi lo capisce, nel Presente in cui ora
vive per sempre).
Tutto questo, si capisce, supera di troppo il c. televisivo.
Il quale non ha capito nemmeno la fisica post-ensteiniana, che dovrebbe
essere un campo vicino al suo.
Bene, a questi è affidata ora la realtà presente.
Agli Odifreddi, agli Augias, agli Scalfari: a loro non la si fa.
Applausi.

Maurizio Blondet



Note
1) Josè Ortega y Gasset, «La ribellione delle masse», capitolo «La barbarie
dello specialismo».
2) Max Horkeimer, «Eclisse della Ragione», citato da Giuseppe Sermonti,
«Crepuscolo dello Scientismo», 2002, pagina 136.
3) Marta Sordi, «I cristiani e l'impero romano», capitolo «I cristiani e
Nerone, dalla tolleranza alla persecuzione».



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Riccardomustodario
2007-03-31 20:07:11 UTC
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Post by Artamano
Si suppone dunque un grande «evento macro-evolutivo».
Come spiegano volentieri i documentari della BBC e di Piero Angela, un
tipico «evento macro-evolutivo» si ebbe quando un mammifero terrestre a
quattro zampe, una specie di mucca, «scelse la vita acquatica»
(nell'evoluzionismo
divulgativo, gli animali «scelgono» come vivere) e divenne la balena.
Devono essere stati millenni difficili, per la povera mucca in evoluzione
marina.
Erbivora in origine, dovette trasformarsi in divoratrice di krill: e dunque
aspettare che i denti da erbivoro a macina si trasformassero nei fanoni,
quella foresta flessibile con cui la balena filtra i gamberetti.
Nel frattempo, o digiunò con tutti i suoi discendenti, o qualcuno le pagava
i conti al ristorante.
E non basta: per diventare adeguatamente natatorio, dovette aspettare che le
narici, dal centro del muso, le emigrassero in cima alla testa; che fossero
fornite di una chiusura tipo snorkel; che i suoi polmoni la rendessero
capace di restare senza respirare per 40 minuti mentre scende a 300 metri
sotto il mare; mentre intanto il probabile apparato ruminante spariva dalle
sue viscere, e il grasso - sostanza utilissima a tenere a galla le balene e
le vacche - aumentava prodigiosamente nei posti giusti.
e tuttavia, la vacca baleniera riusciva pure a ingrassare, e ad aumentare -
un discendente dopo l'altro - di dimensioni, fino al titanico Moby Dick che
conosciamo.
Molto quaquaraqua questa spiegazione creazionista.
L'evoluzione esiste, ma non è la molla che ha determinato l'uomo e la natura
così come ci è spiegato dagli evoluzionisti.
Mio zio era alto due metri,
mio padre di due anni più piccolo due metri e due,
mio zio, più giovane di mio padre di due anni, due metri e tre
eccetera fino a mio cugino 2 metri e dieci con il naso sulla credenza a
controllare se i mobili venivano spolverati anche sopra in tutto il palazzo.
--
da La Ragione del Pentimento
Patrizio:-<< Ridendo e scherzando, a momenti sono trascorsi tredici anni
esatti da quel pomeriggio in cui rivelò, o meglio scoprimmo come c¹inzamasse
con quel suo pensiero incapsulato nel subconscio lasciando a noi il
preconscio libero ove ancora oggi c¹illudiamo di anticiparlo nei suoi
pensieri se non lo manipoliamo totalmente, come nel sogno per esempio ­ dove
addirittura dieci anni fa era vigile ­ svegliandosi ogni qualvolta il suo
inconscio registrava che il subconscio stava per essere pilotato nel sonno
VR
2007-04-01 10:42:35 UTC
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Post by Artamano
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1861&parametro=scienze
Il darwinsimo vince. Anzi rivince.
Maurizio Blondet
30/03/2007
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Post by Artamano
La rivista «Nature» ha pubblicato uno studio che, a rigor di termini,
decreta la fine della teoria evoluzionista. (1)
Di che si tratta?
Andiamo per ordine.
Secondo la precedente «certezza scientifica», i mammiferi attuali si
sarebbero evoluti e diversificati solo dopo l'estinzione di massa dei
dinosauri che, avvenuta 65 milioni di anni fa, avrebbe lasciato loro lo
spazio ecologico per fiorire e prosperare, differenziandosi per evoluzione
nelle numerosissime forme oggi esistenti (4450 specie).
In realtà, il nuovo studio ha stabilito senza ombra di dubbio che la
maggior parte dei mammiferi oggi esistenti già esistevano «molto prima
dell'estinzione
dei dinosauri».
Che sopravvissero alla presunta catastrofe che segnò l'estinzione dei
dinosauri «più o meno intatti». E che la loro fioritura pluralista avvenne
non subito dopo che i dinosauri erano scomparsi dalla faccia della Terra ma
molto, molto più tardi: da 10 a 15 milioni di anni dopo.
Fino a ieri si credeva che i pochi mammiferi coesistenti coi dinosauri
fossero dei piccoli roditori notturni.
Oggi, lo studio pudicamente ammette che praticamente tutti i mammiferi che
conosciamo (tutti i placentati, dice) vissero «insieme» ai dinosauri,
antichi quanto loro.
Tutti significa tutti: secondo lo studio, roditori, ungulati (come i bovidi)
e anche primati - ossia, inequivocabilmente, scimmie - apparvero nel mondo
tra i 100 e gli 85 milioni di anni fa.
Diciamolo più esplicitamente: fino ad oggi, gli evoluzionisti puntavano il
dito, a prova del darwinismo, sul fatto che i dinosauri, bestie «primitive»
(anche se molti di loro, o forse tutti, avevano sangue caldo e cuore a
quattro ventricoli, ben diverso dai rettili a sangue freddo e tre ventricoli
che tuttora vivono, come il coccodrillo) erano venuti prima dei mammiferi,
animali «più complessi ed evoluti».
Oggi invece si è giunti alla conclusione che gli animali «più evoluti» sono
antichi come i «più primitivi» e pascolavano insieme a loro prima del
Cretaceo.
Bene.. hanno trovato un semplice primate nel cambriano? No?
Allora questo studio e' darwiniano, ovvero fautore del paradigma
"evoluzionistico".. non antidarwiniano.
Se non lo capite.. e' giusto che vi prendiate gli sberleffi..

VR


"Non posso concepire un Dio personale che abbia un'influenza
diretta sulle azioni degli individui.
La mia religiosità consiste in una modesta ammirazione dello
spirito infinitamente superiore che si rivela in quel poco
che noi possiamo comprendere della realtà."

Albert Einstein - Lettera ad un Banchiere del Colorado,
Agosto 1927

__________________ www.Diolaico.it ______________

Un nuovo paradigma nella querelle scienza/religiosità.
Il contributo della teoria evoluzionistica contro le
ideologie religiose moderne.
Ovvero: come Darwin puo' aver confutato le congetture
del reverendo Paley..
Post by Artamano
Sito aggiornato <<<<<<<<<<<<<<<<
Settembre 2005

__________________ www.Diolaico.it ______________
Franco
2007-04-01 13:11:50 UTC
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Post by VR
Post by Artamano
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1861&parametro=scienze
Il darwinsimo vince. Anzi rivince.
Maurizio Blondet
30/03/2007
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Le formiche non hanno bisogno di idee nuove, perché fanno tutto sempre allo
stesso modo da milioni di anni.
Se una formica volesse dire una cosa diversa, il formicaio la aggredirebbe
come un «intruso».
Temo infatti che questo sia il destino dell'uomo ultimo: ci stiamo
trasformando in un formicaio, vogliamo diventare api e formiche.
L'involuzione della specie.

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=768&parametro=%20scienze
VR
2007-04-01 17:57:37 UTC
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Post by Franco
Post by VR
Post by Artamano
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1861&parametro=scienze
Il darwinsimo vince. Anzi rivince.
Maurizio Blondet
30/03/2007
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
???
Post by Franco
Le formiche non hanno bisogno di idee nuove, perché fanno tutto sempre allo
stesso modo da milioni di anni.
Beh.. hanno dovuto cominciare.. dunque... :-)
Post by Franco
Se una formica volesse dire una cosa diversa, il formicaio la aggredirebbe
come un «intruso».
Temo infatti che questo sia il destino dell'uomo ultimo: ci stiamo
trasformando in un formicaio, vogliamo diventare api e formiche.
L'involuzione della specie.
???
Franco
2007-04-01 20:21:36 UTC
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Post by VR
Post by Franco
Post by VR
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
???
Post by Franco
Le formiche non hanno bisogno di idee nuove, perché fanno tutto sempre allo
stesso modo da milioni di anni.
Beh.. hanno dovuto cominciare.. dunque... :-)
Post by Franco
Se una formica volesse dire una cosa diversa, il formicaio la aggredirebbe
come un «intruso».
Temo infatti che questo sia il destino dell'uomo ultimo: ci stiamo
trasformando in un formicaio, vogliamo diventare api e formiche.
L'involuzione della specie.
???
Hai visto? Non hai capito il contenuto dell'articolo:

L'evoluzionismo degli ignoranti
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=768&parametro=%20scienze

quindi non sei evoluto...
VR
2007-04-02 12:03:11 UTC
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L'ho capito.. altro che...
Post by Franco
L'evoluzionismo degli ignoranti
Infatti... Solo tu lo puoi proporre
Post by Franco
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=768&parametro=%20scienze
quindi non sei evoluto...
A tuo modo di vedere no.. siccome il mio e' diverso dal tuo... ti
lascio dire.. quel che dici e' quel che sei.


VR
Franco
2007-04-02 14:56:31 UTC
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Post by VR
L'ho capito.. altro che...
Post by Franco
L'evoluzionismo degli ignoranti
Infatti... Solo tu lo puoi proporre
Post by Franco
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=768&parametro=%20scienze
quindi non sei evoluto...
A tuo modo di vedere no.. siccome il mio e' diverso dal tuo... ti
lascio dire.. quel che dici e' quel che sei.
Non c'è problema: ho capito che ti credi nel giusto eppure non sai neanche
tu quali sono le tue ragioni e quindi non c'è li puoi fare conoscere... non
ti pare di essere un po' singolare?
Post by VR
VR
VR
2007-04-02 17:25:50 UTC
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Post by Franco
Post by VR
L'ho capito.. altro che...
Post by Franco
L'evoluzionismo degli ignoranti
Infatti... Solo tu lo puoi proporre
Post by Franco
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=768&parametro=%20scienze
quindi non sei evoluto...
A tuo modo di vedere no.. siccome il mio e' diverso dal tuo... ti
lascio dire.. quel che dici e' quel che sei.
Non c'è problema: ho capito che ti credi nel giusto eppure non sai neanche
tu quali sono le tue ragioni
eh eh... 'so cazzi.. :-D
Post by Franco
e quindi non c'è li puoi fare conoscere...
Ma va... non li posso far conoscere? Orpo... me sei sicuro?
Fa una domanda "intelligente" se ti riesce la prossima volta..
Post by Franco
non ti pare di essere un po' singolare?
Di piu'.. unico...


Bye...

VR


"Non posso concepire un Dio personale che abbia un'influenza
diretta sulle azioni degli individui.
La mia religiosità consiste in una modesta ammirazione dello
spirito infinitamente superiore che si rivela in quel poco
che noi possiamo comprendere della realtà."

Albert Einstein - Lettera ad un Banchiere del Colorado,
Agosto 1927

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Un nuovo paradigma nella querelle scienza/religiosità.
Il contributo della teoria evoluzionistica contro le
ideologie religiose moderne.
Ovvero: come Darwin puo' aver confutato le congetture
del reverendo Paley..
Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
Sito aggiornato <<<<<<<<<<<<<<<<
Settembre 2005

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Franco
2007-04-03 14:35:25 UTC
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Post by VR
Post by Franco
Non c'è problema: ho capito che ti credi nel giusto eppure non sai neanche
tu quali sono le tue ragioni
eh eh... 'so cazzi.. :-D
E te pareva?
Post by VR
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Post by Franco
e quindi non c'è li puoi fare conoscere...
Ma va... non li posso far conoscere? Orpo... me sei sicuro?
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Fa una domanda "intelligente" se ti riesce la prossima volta..
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Post by Franco
non ti pare di essere un po' singolare?
Di piu'.. unico...
A chi lo dici...
Post by VR
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Bye...
VR
"Non posso concepire un Dio personale che abbia un'influenza
diretta sulle azioni degli individui.
La mia religiosità consiste in una modesta ammirazione dello
spirito infinitamente superiore che si rivela in quel poco
che noi possiamo comprendere della realtà."
Albert Einstein - Lettera ad un Banchiere del Colorado,
Agosto 1927
__________________ www.Diolaico.it ______________
Un nuovo paradigma nella querelle scienza/religiosità.
Il contributo della teoria evoluzionistica contro le
ideologie religiose moderne.
Ovvero: come Darwin puo' aver confutato le congetture
del reverendo Paley..
Post by Franco
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VR
2007-04-03 17:25:17 UTC
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Post by Franco
Post by VR
eh eh... 'so cazzi.. :-D
E te pareva?
Perche' a te no?
Post by Franco
Post by VR
Ma va... non li posso far conoscere? Orpo... me sei sicuro?
Beh... visto il nulla che sai dire in merito... e' inutile colloquiare
con te. Io almeno all'inizio un'affermazione l'ho fatta e me ne assumo
la responsabilità.. tu seguiti a postare senza dire niente di niente..
Beh... se introduci qualche argomento di confronto.. quando vuoi
palli' non hai che provarci. Se poi sei il Franco di passata memoria..
allora sei gia' stato servito.. Non t'abbasta? ;-)
Post by Franco
Post by VR
Fa una domanda "intelligente" se ti riesce la prossima volta..
Ovvero niente. Questo sarebbe il tuo livello di intelligenza.. orpo!
Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
non ti pare di essere un po' singolare?
Di piu'.. unico...
A chi lo dici...
A te. Non l'avevi capito?


VR
Franco
2007-04-04 15:52:16 UTC
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Post by VR
Post by Franco
Post by VR
eh eh... 'so cazzi.. :-D
E te pareva?
Perche' a te no?
Post by Franco
Post by VR
Ma va... non li posso far conoscere? Orpo... me sei sicuro?
Beh... visto il nulla che sai dire in merito... e' inutile colloquiare
con te. Io almeno all'inizio un'affermazione l'ho fatta e me ne assumo
la responsabilità.. tu seguiti a postare senza dire niente di niente..
Beh... se introduci qualche argomento di confronto.. quando vuoi
palli' non hai che provarci. Se poi sei il Franco di passata memoria..
allora sei gia' stato servito.. Non t'abbasta? ;-)
Post by Franco
Post by VR
Fa una domanda "intelligente" se ti riesce la prossima volta..
La domanda era: "Capisci il significato o il contenuto di quello che
scrivi?" secondo la tua risposta si evince che non hai capito la domanda
sebbene ti è stata ripetuta ben 4 volte... dal momento che mi sono limitato
a postare quello che avevi scritto tu (su questo punto siamo d'accorto), ne
consegue che gli apprezzamenti che hai postato riguardano te.
Post by VR
Ovvero niente. Questo sarebbe il tuo livello di intelligenza.. orpo!
Veramente si direbbe che ti credi in dovere di disusare la gente ad usare
internet per ricercare e diffondere le informazioni sebbene questo
rappresenti il principale uso di internet, ne consegue che secondo la tua
intelligenza, un tizio che abbia appena acquistato, ad esempio una
lavatrice, farebbe male ad usarla per lavare la biancheria.
Post by VR
Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
non ti pare di essere un po' singolare?
Di piu'.. unico...
A chi lo dici...
A te. Non l'avevi capito?
VR
VR
2007-04-04 17:50:08 UTC
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Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
Post by VR
eh eh... 'so cazzi.. :-D
E te pareva?
Perche' a te no?
Post by Franco
Post by VR
Ma va... non li posso far conoscere? Orpo... me sei sicuro?
Beh... visto il nulla che sai dire in merito... e' inutile colloquiare
con te. Io almeno all'inizio un'affermazione l'ho fatta e me ne assumo
la responsabilità.. tu seguiti a postare senza dire niente di niente..
Beh... se introduci qualche argomento di confronto.. quando vuoi
palli' non hai che provarci. Se poi sei il Franco di passata memoria..
allora sei gia' stato servito.. Non t'abbasta? ;-)
Post by Franco
Post by VR
Fa una domanda "intelligente" se ti riesce la prossima volta..
La domanda era: "Capisci il significato o il contenuto di quello che
scrivi?" secondo la tua risposta si evince che non hai capito la domanda
sebbene ti è stata ripetuta ben 4 volte... dal momento che mi sono limitato
a postare quello che avevi scritto tu (su questo punto siamo d'accorto),
?
Post by Franco
ne consegue che gli apprezzamenti che hai postato riguardano te.
??

Ovvero non sai dir nulla di tuo... oltre che non capire una cippa..
Post by Franco
Veramente si direbbe che ti credi in dovere di disusare
??
Post by Franco
la gente ad usare internet per ricercare e diffondere le informazioni
sebbene questo rappresenti il principale uso di internet,
Beh.. sembra che non sia cosi' per tutti.. tu non diffondi mica
informazioni.. se non quelle inerenti al fatto che non sai dire
nulla...
Post by Franco
ne consegue che secondo la tua
intelligenza, un tizio che abbia appena acquistato, ad esempio una
lavatrice, farebbe male ad usarla per lavare la biancheria.
Beh.. forse questi sono i ragionamenti che fate in famiglia.. dunque
non proiettare questi limiti su chi incontri fuori casa.. che non
funziona..
Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
non ti pare di essere un po' singolare?
Di piu'.. unico...
A chi lo dici...
A te. Non l'avevi capito?
A quanto pare no..

VR
Franco
2007-04-05 15:30:07 UTC
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Post by Franco
Post by VR
Post by Franco
Post by VR
eh eh... 'so cazzi.. :-D
E te pareva?
Perche' a te no?
Post by Franco
Post by VR
Ma va... non li posso far conoscere? Orpo... me sei sicuro?
Beh... visto il nulla che sai dire in merito... e' inutile colloquiare
con te. Io almeno all'inizio un'affermazione l'ho fatta e me ne assumo
la responsabilità.. tu seguiti a postare senza dire niente di niente..
Beh... se introduci qualche argomento di confronto.. quando vuoi
palli' non hai che provarci. Se poi sei il Franco di passata memoria..
allora sei gia' stato servito.. Non t'abbasta? ;-)
Post by Franco
Post by VR
Fa una domanda "intelligente" se ti riesce la prossima volta..
La domanda era: "Capisci il significato o il contenuto di quello che
scrivi?" secondo la tua risposta si evince che non hai capito la domanda
sebbene ti è stata ripetuta ben 4 volte... dal momento che mi sono limitato
a postare quello che avevi scritto tu (su questo punto siamo d'accorto),
?
Post by Franco
ne consegue che gli apprezzamenti che hai postato riguardano te.
??
Ovvero non sai dir nulla di tuo... oltre che non capire una cippa..
Post by Franco
Veramente si direbbe che ti credi in dovere di disusare
??
Post by Franco
la gente ad usare internet per ricercare e diffondere le informazioni
sebbene questo rappresenti il principale uso di internet,
Beh.. sembra che non sia cosi' per tutti.. tu non diffondi mica
informazioni.. se non quelle inerenti al fatto che non sai dire
nulla...
Veramente pareva che tu non eri d'accordo con le conclusioni di Blondet
sulla teoria dell'evoluzione (ad esempio: lo stereotipo delle formiche). Ma
dal momento che anziché confutare le conclusioni di Blondet come mi
aspettavo nel caso che tu non fossi stato d'accordo con Blondet, ti sei
messo addirittura a recitare come un attore lo stereotipo sulle formiche,
bisogna dedurre che al contrario di quanto si avrebbe impressione
Post by VR
Post by Franco
Il darwinsimo vince. Anzi rivince.
Maurizio Blondet
30/03/2007
Ma questo tizio... scrive sempre cazzate e poi trova sempre cazzoni
che lo credono?
Sei d'accordo con le conclusioni di Blondet e grazie alla tua recitazione
(te in veste di attore e Blondet in veste di regista), possiamo dire che hai
dato un valido contribuito nella comprensione e diffusione delle
informazioni che confutano la teoria dell'evoluzione.
VR
2007-04-05 17:42:51 UTC
Permalink
On Thu, 5 Apr 2007 17:30:07 +0200, "Franco" <***@timx.it> wrote:
...
Post by Franco
Sei d'accordo con le conclusioni di Blondet e grazie alla tua recitazione
(te in veste di attore e Blondet in veste di regista), possiamo dire che hai
dato un valido contribuito nella comprensione e diffusione delle
informazioni che confutano la teoria dell'evoluzione.
Ergo seguiti a non capirci un'emerita cippa.. Mi sto sempre piu'
convincendo che tu sia proprio Franco.. Non ce ne possono esser due..
cosi'...

QED

Stammi bene.. x me finisce qui.. tanto con te non c'e' nulla da fare..
non sai neanche cosa ti si risponde.. sono bit buttati alle ortiche..
o meglio nel...

VR
Franco
2007-04-06 14:08:29 UTC
Permalink
Post by VR
Stammi bene.. x me finisce qui.. tanto con te non c'e' nulla da fare..
non sai neanche cosa ti si risponde.. sono bit buttati alle ortiche..
o meglio nel...
Veramente mi aspettavo che tu avresti fatto conoscere le ragioni degli
evoluzionisti, non che le trasformassi in bit da buttare alle ortiche...
Post by VR
VR
VR
2007-04-06 15:31:30 UTC
Permalink
Post by Franco
Veramente mi aspettavo che tu avresti fatto conoscere le ragioni degli
evoluzionisti, non che le trasformassi in bit da buttare alle ortiche...
Bah... :-)

VR
Riccardomustodario
2007-04-02 15:58:25 UTC
Permalink
Il 1/4/07 14:11, nell'articolo
Post by Franco
Le formiche non hanno bisogno di idee nuove, perché fanno tutto sempre allo
stesso modo da milioni di anni.
Se una formica volesse dire una cosa diversa, il formicaio la aggredirebbe
come un «intruso».
Temo infatti che questo sia il destino dell'uomo ultimo: ci stiamo
trasformando in un formicaio, vogliamo diventare api e formiche.
L'involuzione della specie.
acc..identi come sei andato giù pesante, non hai tutti i torti circa i tuoi
timori, però se ti fa paura la crescita tecnologica applicata alla gestione
della società ed al corpo umano, e non sei in grado di creare alla tua
bisogna interessi artistici e culturali, la vedo nera secondo il tuo punto
vista del formicaio quale metafora del nostro futuro prossimo venturo.


Nuovo indirizzo trasmissione intelligente
--
Se avete motivo intelligente da trasmettere e volete ciò sia dominio
pubblico per migliorare la società, il mondo, sono lieto di comunicarvi
l'indirizzo che ci pone in contatto
ITechnodemocratic <***@googlegroups.com>
Enzo Franchini
2007-04-01 17:22:29 UTC
Permalink
"Artamano" ha scritto
... La rivista «Nature» ha pubblicato uno studio che, a rigor di termini,
decreta la fine della teoria evoluzionista. (1)
...(cut)

Chiedo il permesso di riprendere un mio intervento in altro ng.
Questa polemica infinita nasce, secondo me, dal fatto che "evoluzione" è
sempre seguita dalle parole "caso e selezione naturale".
Sono sempre stupito quando dei termini "evoluzione" e "selezione" se ne
faccia di ogni erba un fascio, quasi fossero concatenate obbligatoriamente.
La prima non conduce alla seconda e la seconda non è diretta conseguenza
della prima. Darwin parla di esser certo dell' evoluzione, mai asserisce di
essere certo dei meccanismi di selezione ipotizzati.
Nessuno mette in dubbio o può mettere in dubbio l'evoluzione, che è
comprovata da centinaia di
migliaia di reperti fossili e, recentemente, dalla genetica molecolare: è il
termine "selezione naturale" che dovrebbe essere completamente cancellato,
perché non esiste una prova biologica a sostegno.
Accanto al Darwinismo e Neo-Darwinismo da qualche anno vive la corrente
dell'Autoevoluzionismo, che, studiando i parallelismi evolutivi del mondo
minerale, vegetale e animale, sostiene la teoria dell'evoluzione
"incanalata": non da esseri immanenti ma dalle semplici leggi fisiche e
chimiche che governano l'universo o almeno quella parte cui noi
apparteniamo. Lima De Faria, uno dei massimi genetisti, ha scritto un libro
molto illuminante al riguardo: "Evoluzione senza Selezione", che riesce a
dare una risposta ai grandi dubbi della teoria selettiva dell'evoluzione cui
non sa dare spiegazione. E cioè, tra i tanti:
- perché l'evoluzione è proceduta a "scatti", con lunghissime stagnazioni
alternate a violente accelerazioni? Se le mutazioni fossero veramente
casuali, questo non avrebbe senso.
- perché identiche strutture evolutive si ritrovano anche nel mondo vegetale
ed addirittura in quello minerale? Il puro caso ha fatto percorrere
identiche strade?
- perché, dopo la separazione dei continenti, animali (e piante) sono andati
incontro a phila evolutivi quasi identici, con rarissime eccezioni (es.il
marsupio)? Puro caso?
- perché identici tentativi evolutivi si sono ripresentati all'interno delle
specie nonostante il carattere non vincente, secondo i principi della
selezione?
- perché la selezione naturale non ha fatto scomparire, nell'uomo, patologie
perdenti come il diabete infantile, l'anemia falciforme...?
- perché molti virus posseggono, vivono e si riproducono con il semplice
RNA?
- perché, all'interno della sequenza del DNA, la sostituzione di una o più
basi azotate (mutazione) non cambia la funzione della proteina prodotta?
- che bisogno ebbe l'orso polare di assumere un colore mimetico, quando non
ebbe nessun predatore fino alla comparsa dell'uomo?
- perché l'alce dalle grandi corna è sopravvissuto nella grandi foreste, che
avrebbero dovuto "selezionarne" la scomparsa?
- che bisogno selettivo ebbero certe specie di orchidee di assomigliare ad
un'ape quando queste non esistevano nel loro habitat?
- ...

Negare la strampalata teoria della selezione naturale non significa
necessariamente passare dalla parte dei creazionisti: tutt'altro. Viceversa,
è proprio il continuare a sostenerla che dà all'"intelligence design"
materia per alimentarsi.
Idem quando si cerca di sostenere la pura casualità dei phila evolutivi. Ma,
negare la casualità (che si smonta facilmente con puri argomenti di leggi
ereditarie e di statistica epidemiologica), non implica necessariamente
l'immanenza della creazione.
Da un lato tutti, o quasi, ammettono che il fumo aumenti di quattro volte la
probabilità di cancro polmonare (variazione di meccanismi genici) e,
dall'altro, si nega la spinta "fisica" dell'ambiente verso i genomi animali
e vegetali. Un girino a cui non venga data la possibilità di avere la
terraferma nel suo raggio vitale d'azione non si trasforma mai in rana.
Io non so perché la giraffa, ad un certo punto della sua storia evolutiva,
abbia deciso di allungare il collo: ma non ammetto che qualcuno cerchi di
darmi a bere la pura casualità come motivazione. Per allungare il collo
l'animale ha dovuto, 'contemporaneamente':
a- aumentare il numero delle vertebre cervicali
b- aumentare le masse muscolari del collo
c- allungare la trachea
d- allungare l'esofago
e- aumentare lo spessore e il volume cardiaco per poter spingere a più di 2
metri d'altezza una colonna di sangue
f- aumentare lo spessore delle pareti arteriose per poter sostenere il
cospicuo aumento di pressione
g- modificare le articolazioni delle ginocchia per poter arrivare all'acqua
da bere
h- modificare la mucosa buccale per poter cibarsi delle spinose acacie.
i- ...
Il tutto comporta la modifica, ripeto 'contemporanea', di una non
trascurabile frazione di DNA.
Potremmo continuare così per un numero elevato di specie animali (vedi
delfino, balena, elefante...)
Secondo le leggi statistiche del caso, per 'ogni' organismo o struttura
vincente ci sarebbero dovuti essere 'migliaia' di tentativi andati falliti .
E dove sono le tracce paleontologiche di questi 'perdenti'?

La selezione naturale è una contraddizione in termini: l'ambiente seleziona
l'esistente, ma lo stesso ambiente non spinge l'esistenza.
Tuuta la materia, noi compresi, è un coarcervo di particelle, che
interagiscono tra loro rispondendo a leggi fisiche ben precise, anche se non
ancora totalmente conosciute: perché complicarci la vita nei corridoi,
ciechi e irrazionali, del caso?

Saluti a tutti

Enzo Franchini
Rafminimi13
2007-04-03 17:48:37 UTC
Permalink
ATTENZIONE!
I TESTI CHE SEGUONO, NON SOLO SONO LUNGHETTI, MA, IN PARTICOLARE, LA MIA
RISPOSTA Può sembrare, a coloro che non sono addendro alla tematica, e/o
alla terminologia usata, un po' complessa. Pertanto invito chi è REALMENTE
interessato, a leggere tutto con *aTTENZIONE*. Un ultimo avvertimento: un
testo messo su Internet, non è una prolusione accademica. Però, trattandosi
di materia che reputo importante e fondamentale, avviso che, ai fini di
chiarire bene i termini, chi durerà la fatica di leggermi, troverà delle
ripetizioni, o apparenti tali. Chiedo venia anche di ciò, ma , ripeto,
cercherò di limitarle allo stretto indispensabile (l'orsetto Baloo-perdonate
anche la battuta-)
Grazie.
Il (immagino & presumo) Professor "Enzo Franchini" <> ha scritto nel
messaggio news:qTRPh.5005$***@tornado.fastwebnet.it...
INIZIO CITAZIONE
Post by Enzo Franchini
"Artamano" ha scritto
... La rivista «Nature» ha pubblicato uno studio che, a rigor di termini,
decreta la fine della teoria evoluzionista. (1)
...(cut)
"Artamano" ha scritto
Post by Enzo Franchini
... La rivista «Nature» ha pubblicato uno studio che, a rigor di termini,
decreta la fine della teoria evoluzionista. (1)
...(cut)

Chiedo il permesso di riprendere un mio intervento in altro ng.
Questa polemica infinita nasce, secondo me, dal fatto che "evoluzione" è
sempre seguita dalle parole "caso e selezione naturale".
Sono sempre stupito quando dei termini "evoluzione" e "selezione" se ne
faccia di ogni erba un fascio, quasi fossero concatenate obbligatoriamente.
La prima non conduce alla seconda e la seconda non è diretta conseguenza
della prima. Darwin parla di esser certo dell' evoluzione, mai asserisce di
essere certo dei meccanismi di selezione ipotizzati.
Nessuno mette in dubbio o può mettere in dubbio l'evoluzione, che è
comprovata da centinaia di
migliaia di reperti fossili e, recentemente, dalla genetica molecolare: è il
termine "selezione naturale" che dovrebbe essere completamente cancellato,
perché non esiste una prova biologica a sostegno.
Accanto al Darwinismo e Neo-Darwinismo da qualche anno vive la corrente
dell'Autoevoluzionismo, che, studiando i parallelismi evolutivi del mondo
minerale, vegetale e animale, sostiene la teoria dell'evoluzione
"incanalata": non da esseri immanenti ma dalle semplici leggi fisiche e
chimiche che governano l'universo o almeno quella parte cui noi
apparteniamo. Lima De Faria, uno dei massimi genetisti, ha scritto un libro
molto illuminante al riguardo: "Evoluzione senza Selezione", che riesce a
dare una risposta ai grandi dubbi della teoria selettiva dell'evoluzione cui
non sa dare spiegazione. E cioè, tra i tanti:
- perché l'evoluzione è proceduta a "scatti", con lunghissime stagnazioni
alternate a violente accelerazioni? Se le mutazioni fossero veramente
casuali, questo non avrebbe senso.
- perché identiche strutture evolutive si ritrovano anche nel mondo vegetale
ed addirittura in quello minerale? Il puro caso ha fatto percorrere
identiche strade?
- perché, dopo la separazione dei continenti, animali (e piante) sono andati
incontro a phila evolutivi quasi identici, con rarissime eccezioni (es.il
marsupio)? Puro caso?
- perché identici tentativi evolutivi si sono ripresentati all'interno delle
specie nonostante il carattere non vincente, secondo i principi della
selezione?
- perché la selezione naturale non ha fatto scomparire, nell'uomo, patologie
perdenti come il diabete infantile, l'anemia falciforme...?
- perché molti virus posseggono, vivono e si riproducono con il semplice
RNA?
- perché, all'interno della sequenza del DNA, la sostituzione di una o più
basi azotate (mutazione) non cambia la funzione della proteina prodotta?
- che bisogno ebbe l'orso polare di assumere un colore mimetico, quando non
ebbe nessun predatore fino alla comparsa dell'uomo?
- perché l'alce dalle grandi corna è sopravvissuto nella grandi foreste, che
avrebbero dovuto "selezionarne" la scomparsa?
- che bisogno selettivo ebbero certe specie di orchidee di assomigliare ad
un'ape quando queste non esistevano nel loro habitat?
- ...
Negare la strampalata teoria della selezione naturale non significa
necessariamente passare dalla parte dei creazionisti: tutt'altro. Viceversa,
è proprio il continuare a sostenerla che dà all'"intelligence design"
materia per alimentarsi.
Idem quando si cerca di sostenere la pura casualità dei phila evolutivi. Ma,
negare la casualità (che si smonta facilmente con puri argomenti di leggi
ereditarie e di statistica epidemiologica), non implica necessariamente
l'immanenza della creazione.
Da un lato tutti, o quasi, ammettono che il fumo aumenti di quattro volte la
probabilità di cancro polmonare (variazione di meccanismi genici) e,
dall'altro, si nega la spinta "fisica" dell'ambiente verso i genomi animali
e vegetali. Un girino cui non venga data la possibilità di avere la
terraferma nel suo raggio vitale d'azione non si trasforma mai in rana.
Io non so perché la giraffa, ad un certo punto della sua storia evolutiva,
abbia deciso di allungare il collo: ma non ammetto che qualcuno cerchi di
darmi a bere la pura casualità come motivazione. Per allungare il collo
l'animale ha dovuto, 'contemporaneamente':
a- aumentare il numero delle vertebre cervicali
b- aumentare le masse muscolari del collo
c- allungare la trachea
d- allungare l'esofago
e- aumentare lo spessore e il volume cardiaco per poter spingere a più di 2
metri d'altezza una colonna di sangue
f- aumentare lo spessore delle pareti arteriose per poter sostenere il
cospicuo aumento di pressione
g- modificare le articolazioni delle ginocchia per poter arrivare all'acqua
da bere
h- modificare la mucosa buccale per poter cibarsi delle spinose acacie.
i- ...
Il tutto comporta la modifica, ripeto 'contemporanea', di una non
trascurabile frazione di DNA.
Potremmo continuare così per un numero elevato di specie animali (vedi
delfino, balena, elefante...)
Secondo le leggi statistiche del caso, per 'ogni' organismo o struttura
vincente ci sarebbero dovuti essere 'migliaia' di tentativi andati falliti .
E dove sono le tracce paleontologiche di questi 'perdenti'?

La selezione naturale è una contraddizione in termini: l'ambiente seleziona
l'esistente, ma lo stesso ambiente non spinge l'esistenza.
Tuuta la materia, noi compresi, è un coarcervo di particelle, che
interagiscono tra loro rispondendo a leggi fisiche ben precise, anche se non
ancora totalmente conosciute: perché complicarci la vita nei corridoi,
ciechi e irrazionali, del caso?

Saluti a tutti

Enzo Franchini
FINE CITAZIONE
Adesso ne faccio un po' di analisi. Se, come mio solito, la montagna
partorirà il topolino, non mi flagellate. Il Nostro (immagino & presumo)
Professor (nonchè altrettanto presumibilmente N. H. ) Franchini, cui il qui
presente sottoscritto, (che al massimo può essere un N.U.), non è nemmeno
all'altezza di paragonarsi alla polvere da lui calpestata, in poche parole,
sostiene che Sua Maestà il dio Caso, non esiste. L'esistenza ha assunto
determinate forme, sia tra gli animali che tra i vegetali, che, persino nel
mondo minerale, perchè determinate leggi fisiche, chimiche, fisico-chimiche,
e/o comunque intramondane ed intranaturali, necessariamente portano a tale
risultato. Spero di non aver, come mio solito, capito lucciole per lantarne
e di aver saputo ben riassumure i concetti espressi dal Nostro illustre
Franchini. Nel caso il sottoscritto si sia sbagliato, abbia malcompreso, e/o
abbia espresso male il concetto, chiedo venia e spero di ricevere la carità
di una spiegazione più corretta. Ripeto & RibaBAdisco: se ho ben compreso ed
altrettanto ben espresso il pensiero dell'intelocutore cui replico questo è.
Allora mi tocca l'ingrato compito di far notare:
a) non capisco e chiedo la carità di una spiegazione al riguardo, in cosa
una evoluzione senza caso e senza selezione naturale, ma solo frutto dello
svolgimento di leggi, si differenzi dal "Disegno Intelligente" (per non
parlare dell' "Appunto Simpatico") ;
b) si deve, però, trattare di leggi a noi del tutto sconosciute. Come aveva
notato, alla fine dei suoi giorni lo stesso Darwin, il concetto stesso di
evoluzione, fa a pungi con la Termodinamica. Posso risparmiarmi, almeno per
ora, il coinvolgere nel discorso anche l'entropia?!? Non dimentichiamoci che
appellarsi a leggi sconosciute, o appellarsi alla metafisica, non sembra poi
che ci sia una così grande differenza;
c) prima che Galileo "castrasse" la scienza, rinchiudendola nei limiti
angusti di "peso, misura & ripetibilità", si interrogava sui perchè delle
cose. Una concezione come quella che ho,( non so se a ragione o a torto),
enuclato dagli scritti del Nostro Franchini, in ultima analisi, dovrebbe
farmi fare i salti di gioia, perchè è una visione NON-Galieliana, ma,
ripeto, euclideo-aristotelico-tomista, in quanto suggerisce il concetto di
una finalità nelle leggi della natura. Quanto meno in leggi a noi
sconosciute;
d) premesso che il mio tomismo non è mai stato particolaremente sfegatato,
mi sono sempre definito un "Misticoide occamista", ma si vede che, chi ha
concepito il concetto di evoluzione senza selezione e senza caso, si vede
che non sapeva granchè di tomismo. San Tommaso sviluppa tutta una serie di
concetti che sono stati, (non entro adesso nel merito se a ragione o a
torto) definti "Razionalisti" proprio perchè, pur non escludendo un
intervento volitivo della Divinità (ci mancherebbe!) sottolineano proprio il
concetto di LEGGE. Ovvero che a DIO cura ed assiste la Creazione anche con
interventi diretti, ma ordinariamente, tramite lo svolgersi degli eventi,
secondo uno schema da Lui fissato e SCRITTO IN ESSI. Da parte degli
scienziati, non conoscere il tomismo, non è una grave ignoranza, stante la
parcellizzazione del sapere di questi ultimi secoli. Infatti, non dico che
sono ignoranti (ignoranti lo sarebbero, se non sapessero risolvere
un'equazione biquadratica) ma NESCIENTI, come nesciente sarebbe un prete che
non sapesse risolvere l'equazione di cui sopra. Fatta tale premessa, se
fossi un tomista più sfegatao e convinto di ciò che sono, dovrei gridare,
all'indirizzo degli scienzaiti che hanno concepito il concetto di
"Evoluzione senza selezione & senza caso" : ONORE & GLORIA A COLOR CHE HANNO
RISCOPERTO la scienza euclideo-aristotelico-tomista, SENZA SAPER NULLA DI
SAN TOMMASO"!
Che IDDIO li premi, donando loro l'umiltà di grandi sapienti, come Pasteur o
il Servo di DIO Professor Enrico Medi, affinchè capiscano che "Poca scienza
allontana da DIO, molta avvicina" (Galileo, pur con tutti i limiti che ho
notato più sopra).
Colgo l'occasione per augurarvi una Santa Pasqua e vi porgo i miei cordiali
saluti.
vostro
UomochenonfuMAI
Votarxy
2007-04-04 16:00:41 UTC
Permalink
Post by Enzo Franchini
- perché l'evoluzione è proceduta a "scatti", con lunghissime stagnazioni
alternate a violente accelerazioni? Se le mutazioni fossero veramente
casuali, questo non avrebbe senso.
le modifiche a scatti sono più logiche. uno può camminare su quattro
zampe o su due piedi. su tre non avrebbe senso, e non avrebbe senso
barcollare su due piedi.
Post by Enzo Franchini
- che bisogno ebbe l'orso polare di assumere un colore mimetico, quando non
ebbe nessun predatore fino alla comparsa dell'uomo?
l'orso, col manto bianco, ci caccia le foche [scoperto su un "ken
parker"]
Post by Enzo Franchini
Io non so perché la giraffa, ad un certo punto della sua storia evolutiva,
abbia deciso di allungare il collo: ma non ammetto che qualcuno cerchi di
darmi a bere la pura casualità come motivazione. Per allungare il collo
a- aumentare il numero delle vertebre cervicali
b- aumentare le masse muscolari del collo
c- allungare la trachea
d- allungare l'esofago
e- aumentare lo spessore e il volume cardiaco per poter spingere a più di 2
metri d'altezza una colonna di sangue
f- aumentare lo spessore delle pareti arteriose per poter sostenere il
cospicuo aumento di pressione
g- modificare le articolazioni delle ginocchia per poter arrivare all'acqua
da bere
h- modificare la mucosa buccale per poter cibarsi delle spinose acacie.
i- ...
Il tutto comporta la modifica, ripeto 'contemporanea', di una non
trascurabile frazione di DNA.
e secondo te non ne è valsa la pena? :-P
Post by Enzo Franchini
Secondo le leggi statistiche del caso, per 'ogni' organismo o struttura
vincente ci sarebbero dovuti essere 'migliaia' di tentativi andati falliti .
E dove sono le tracce paleontologiche di questi 'perdenti'?
le rane con cinque zampe, per esempio. o il piccolo ercole tedesco.
Post by Enzo Franchini
Saluti a tutti
Enzo Franchini
ciao
EF
2007-04-05 01:51:39 UTC
Permalink
"Votarxy" ha scritto
Post by Votarxy
Post by Enzo Franchini
- perché l'evoluzione è proceduta a "scatti", con lunghissime stagnazioni
alternate a violente accelerazioni? Se le mutazioni fossero veramente
casuali, questo non avrebbe senso.
le modifiche a scatti sono più logiche. uno può camminare su quattro
zampe o su due piedi. su tre non avrebbe senso, e non avrebbe senso
<barcollare su due piedi.

Ecco che, scomparsa la casualità, si fa strada la logica.
E il Caso dov'è finito? La tripodia è ammissibile dinamicamente.
Non è più semplice pensare alla simmetria delle leggi fisiche?
Post by Votarxy
Post by Enzo Franchini
- che bisogno ebbe l'orso polare di assumere un colore mimetico, quando non
ebbe nessun predatore fino alla comparsa dell'uomo?
l'orso, col manto bianco, ci caccia le foche [scoperto su un "ken
parker"]
Ecco perché le foche adulte, prede, sono nere...
:-))

ciao

E.F.
Votarxy
2007-04-05 09:37:50 UTC
Permalink
Post by EF
"Votarxy" ha scritto
Post by Votarxy
Post by Votarxy
su tre non avrebbe senso, e non avrebbe senso
<barcollare su due piedi.
Ecco che, scomparsa la casualità, si fa strada la logica.
E il Caso dov'è finito? La tripodia è ammissibile dinamicamente.
quanto ti viene comodo stare poggiato sui piedi e su una mano e usare
l'altra per prendere gli oggetti?
Post by EF
Non è più semplice pensare alla simmetria delle leggi fisiche?
anche.
ma in natura non conta esclusivamente la simmetria, e anzi certe volte
non c'entra affatto: pensa al cuore, alle differenze tra i 2 emisferi
cerebrali, alle chele di certi granchi...
ciò che è asimmetrico deve essere funzionale, o quantomeno non così
dannoso da determinare l'estinzione dell'individuo. nell'esempio, a
mio avviso una tripodia dovrebbe essere accompagnata da una totale
asimmetria nello sviluppo degli arti (e da un sacco di altre cosette).
probabilmente a quest'ora staremmo a domandarci perché abbiamo un
braccio più lungo dell'altro (sì, so di espormi a facili battutine!).
Post by EF
Post by Votarxy
l'orso, col manto bianco, ci caccia le foche [scoperto su un "ken
parker"]
Ecco perché le foche adulte, prede, sono nere...
:-))
la tecnica è l'appostamento presso uno dei fori nel ghiaccio che le
foche usano per riprendere fiato, quindi il loro colore non ha
importanza.
era bello, ken parker...
michele
2009-03-31 21:53:38 UTC
Permalink
Post by Artamano
In realtà ci hanno pensato.
Mamma quanto sei prolisso.
Ma in mezzo a tanta scienza ci sono dei begli svarioni, non sto a
Post by Artamano
Già lo sapevano i farmacisti massoni dell'ottocento; solo che il c., non
essendo al corrente (ignorantia elenchi, direbbe Aristotile) non lo sa.
Perche' secondo te Aristotele (perche' Aristotile? si chiamava
Aristoteles) scriveva o parlava in latino nella Grecia del 350 avanti
Cisto?

ciao
M

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